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Anno XI - n. 11 - Novembre 2019

  Studi



Le sfide ambientali passano anche per la finanza verde e sostenibile.

Di Pietro Cucumile.
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Le sfide ambientali passano anche per la finanza verde e sostenibile

 

Di PIETRO CUCUMILE

 

  1. Premessa; 2. Precedenti; 3. Sul dialogo nazionale sulla finanza verde, rapporto 2017 UNEP-Italia “Financing the future”¸4. Sull’attività G7 per la finanza sostenibile; 5. Sull’OIFS: osservatorio italiano sulla finanza sostenibile; 6. Sul FC4S: rete internazionale dei Financial Centres for Sustainability, ispirata dal G7; 7. Sul CFIS: centro finanziario italiano sulla sostenibilità; 8. Sul piano d’azione della Commissione sulla finanza sostenibile (HLEG, TEG e MCEGSF); 9. Sull’attuazione della Direttiva 2014/95/UE per la comunicazione di informazioni non finanziarie da parte di talune imprese operanti sui mercati finanziari;
  2. Ancora sull’OIFS e il CFIS; 11. Situazione, considerazioni e commenti; 12. Conclusioni
  3. Sitografia.

 

 

  1. Premessa

 

L’approvazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici impone una nuova spinta all’innovazione anche nel settore finanziario.

Nel febbraio 2016 è stato lanciato il c.d. “Dialogo Nazionale per la Finanza Sostenibile”[1] con lo scopo di fare il punto sulle pratiche in essere, identificare le sfide strategiche e proporre le opzioni di politiche che consentano di effettuare un salto di qualità a partire dai numerosi e promettenti segnali di cambiamento attuali.

Il Dialogo è stato promosso dal Ministero dell’Ambiente insieme ad altri Ministeri ed Autorità e si è articolato in una serie di gruppi di lavoro che hanno coinvolto esperti ed esponenti del settore finanziario e del mondo della ricerca.

L’iniziativa è stata organizzata in partenariato con il team dell’UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite) denominato Unep Inquiry[2], che ha arricchito il dibattito nazionale, portando la propria esperienza internazionale sul tema della finanza sostenibile.

 

Il 27-29 settembre 2017, a Casablanca, si è tenuto un importante incontro internazionale dei centri finanziari per lo sviluppo sostenibile, che ha adottato la c.d. “Dichiarazione di Casablanca”, sottoscritta dai rappresentanti dei maggiori centri finanziari globali, tra cui Londra, Parigi, Shangai e Milano. L’incontro fa seguito al G7 Ambiente di Bologna dell’11-12 giugno 2017, in cui è stato riconosciuto il ruolo dei centri finanziari - intesi come città del globo dove sono altamente concentrate le attività bancarie, finanziarie e assicurative - nella realizzazione degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima e dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

 

Ebbene, la “Dichiarazione di Casablanca” sancisce l’impegno di un nucleo preliminare di 11 centri finanziari a cooperare attraverso il Network internazionale, puntando a sfruttare le sinergie associate alla cooperazione fra centri operanti in diverse regioni del mondo in questa fase di crescente attenzione delle comunità finanziarie verso i temi dello sviluppo sostenibile. A Casablanca i centri finanziari hanno espresso la volontà di ampliare ulteriormente la partecipazione al Network, di dotarsi di regole di governance e di un programma di lavoro comune su alcuni temi prioritari, tra cui la definizione di standard comuni e la misurazione delle performance di sostenibilità dei centri finanziari[3].

 

Successivamente, il 12 e il 13 aprile 2018, i rappresentanti di venti centri finanziari di tutto il mondo, impegnati sui temi dello sviluppo sostenibile, si sono ritrovati a Milano sotto l’egida del Ministero dell’Ambiente, in partnership con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, per costituirsi in una rete globale. Gli obiettivi sono stati quelli di favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze sulla finanza sostenibile e sulla finanza per il clima, di valorizzare le migliori pratiche di innovazione finanziaria e, in sintesi, di facilitare la mobilitazione dei capitali verso attività economiche sostenibili: il progetto è nato nell’ambito della presidenza italiana del G7.

 

Ciò detto, il 18 giugno 2019, la Commissione europea ha pubblicato un pacchetto di novità normative e tecniche di notevole rilevanza che possono essere così sintetizzate:

  1. a) Linee Guida della Commissione sulla rendicontazione dell’informazione legata al clima in attuazione della Direttiva 2014/95/EU relativamente alla rendicontazione dell’informazione non-finanziaria in attuazione del Piano d’azione sulla finanza sostenibile di marzo 2018;
  2. b) rapporti tecnici del TEG (Technical Expert Group della Commissione Europea) sulla tassonomia delle attività ambientalmente sostenibili, standardE. sui green bonds, metodologia dei benchmark di CO2.

 

Questo pacchetto va ad aggiungersi alle proposte di due regolamenti europei [4]sul testo dei quali è stato raggiunto nei mesi scorsi un accordo politico fra Parlamento, Consiglio e Commissione. E’, invece, tuttora in corso l’iter della proposta di regolamento sulla tassonomia delle attività economiche sostenibili sotto il profilo ambientale, ai fini della sua applicazione ai regolamenti sopracitati e alle ulteriori iniziative della Commissione sulla finanza sostenibile in attuazione del Piano[5].

 

Ebbene, il 24 giugno scorso si è tenuta a Bruxelles una conferenza con gli stakeholders europei in cui la Commissione ha presentato e discusso le novità legislative e tecniche, soffermandosi in particolare sul rapporto del TEG riguardante la tassonomia delle attività ambientalmente sostenibili, elemento centrale di un progetto complessivo di innovazione del mondo della finanza verso gli obiettivi di sostenibilità posti dall’Agenda 2030, dall’Accordo di Parigi sul Clima e altre importanti convenzioni internazionali.

 

La discussione sulla proposta di regolamento sulla tassonomia e i suoi atti tecnici esecutivi (ai quali sono finalizzati i rapporti del TEG) porranno i temi ambientali al centro del dibattito della comunità finanziaria nei prossimi mesi e prevedibilmente anche nei prossimi anni[6].

 

  1. Precedenti

 

Le iniziative sulla finanza sostenibile promosse dal Ministero dell’Ambiente in attuazione degli impegni presi con la COP 21 del 2015[7], sono di seguito elencate:

  1. a) Dialogo nazionale sulla finanza verde, Rapporto 2017 UNEP-Italia “Financing the future”;
  2. b) Attività G7 sulla Finanza Sostenibile (Presidenza italiana G7 Ambiente 2017);
  3. c) OIFS: Osservatorio Italiano sulla Finanza Sostenibile[8];
  4. d) FC4S: rete internazionale ispirata dal G7 dei Financial Centres for Sustainability;
  5. e) CFIS: Centro Finanziario Italiano sulla Sostenibilità[9];
  6. f) Partecipazione e sostegno alle attività internazionali e comunitarie UE sulla Finanza Sostenibile (HLEG, Piano d’Azione, TEG e MSEGSF);
  7. g) Attuazione della Direttiva 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni non-finanziarie da parte delle grandi imprese operanti sui mercati finanziari.

 

  1. Sul dialogo nazionale sulla finanza verde, rapporto 2017 UNEP-Italia “Financing the future”

 

Nel corso dell’anno 2016, a seguito dell’approvazione dell’’Agenda 2030 ONU sullo sviluppo sostenibile e dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il Ministero dell’Ambiente ha avviato una collaborazione con il programma UNEP “Inquiry on the Design of a Sustainable Financial System[10] per sviluppare in Italia un “Dialogo Nazionale sulla Finanza Sostenibile”,[11] al quale hanno partecipato alcuni dei principali rappresentanti della comunità finanziaria italiana:

  • tra i Ministeri: Mattm, Mef, Mse, Maeci;
  • tra le Banche, assicurazioni e investitori istituzionali: Borsa Italiana, Unicredit, Intesa, Generali, Unipol, Fondazione Cariplo, Cassa Depositi e Prestiti;
  • tra le Associazioni: Abi, Ania, Febaf;
  • tra le Autorità indipendenti: Banca d’Italia, Ivass, Consob, Covip;
  • tra le Fondazioni e centri di ricerca: Feem, Osservatorio Green Economy

 

Il Dialogo Nazionale ha consentito di esaminare le buone pratiche emergenti, bisogni e carenze dell’economia italiana di fronte ai crescenti impegni internazionali. Il rapporto Italia-UNEP “Financing the future”[12] che ne è derivato è stato presentato dai Ministri dell’Economia e Finanze e dell’Ambiente e dal Direttore esecutivo dell’UNEP il in data febbraio 2017 in Banca d’Italia alla presenza del Governatore e di oltre 400 esperti. Il rapporto si conclude con diciotto raccomandazioni, fra le quali l’istituzione di un osservatorio e di un centro finanziario per la sostenibilità a Milano.

 

 

 

  1. Sull’attività G7 per la finanza sostenibile[13]

 

Tra gli argomenti alla frontiera fra economia e ambiente portati dalla Presidenza italiana all’attenzione dei Ministri dell’Ambiente nell’anno 2017 si trova la “Finanza verde”, ribattezzata “Finanza sostenibile” nel corso delle negoziazioni nel quadro della ricerca di un accordo che includesse gli U.S.A.

 

Nell’ambito delle riunioni tecniche preparatorie di Milano, Venezia e Roma sono stati affrontati i temi specifici di:

  • Finanza verde/sostenibile per le P.M.I. (con il sostegno tecnico di UNEP);
  • Centri finanziari per la Finanza verde/sostenibile (con il sostegno tecnico di UNEP);
  • Ruolo delle MDBs (Banche Multilaterali di Sviluppo) a sostegno dell’Agenda 2030 e dell’Accordo di Parigi (con il sostegno tecnico di WRI, World Resources Institute).

 

Ebbene, sul sito del Ministero dell’Ambiente sono disponibili i rapporti preparatori del G7 Ambiente promossi dalla presidenza italiana[14].  Sul punto la Communiqué finale del G7 Ambiente[15] fa esplicito riferimento alla necessità di rafforzare la finanza sostenibile e di incoraggiare la creazione di una rete internazionale di centri finanziari per la finanza sostenibile.

 

  1. Sull’OIFS: osservatorio italiano sulla finanza sostenibile

 

L’Osservatorio suggerito dal rapporto del “Dialogo nazionale” è stato istituito con Decreto del Ministro dell’Ambiente del febbraio 2018[16].

 

Sono stati, quindi, avviati cinque gruppi di lavoro:

  1. creazione del centro finanziario italiano per la sostenibilità a Milano (coordinato da Borsa e Febaf);
  2. finanza sostenibile per la crescita sostenibile (Mef e Mse);
  3. dimensione internazionale applicata alla dimensione nazionale (BdIt e Mef);
  4. monitoraggio raccomandazioni del 1° rapporto (FSvs e Mattm);
  5. finanza sostenibile per il retail (Consob e Assosef).

 

L’ultima plenaria dell’OIFS si è tenuta in data 1° marzo 2019. In tale occasione sono stati presentati e discussi gli aggiornamenti di attuazione del Piano europeo; i WGs OIFS hanno presentato i loro lavori con approvazione del rapporto del WG3 (disclosure del rischio climatico); è stata approvata la proposta di un nuovo WG Finanza sostenibile per il retail; è stato approvato l’indice del rapporto OIFS 2019, da realizzare col contributo dei partecipanti all’OIFS.

 

  1. Sul FC4S: rete internazionale dei Financial Centres for Sustainability[17], ispirata dal G7.

 

La rete incoraggiata dal G7 Ambiente è stata annunciata con apposito convegno di lancio a Parigi nel dicembre 2017 presso l’Istituto Italiano di Cultura, evento nel quadro del One Planet Summit convocato dal Presidente francese Macron. Il primo incontro è stato ospitato dall’Italia il 12-13 aprile 2018 a Milano mentre il secondo incontro si è tenuto a Shanghai il 18-19 ottobre 2018.

Partecipano al momento 26 piazze finanziarie fra le quali Londra, Parigi, Francoforte, Toronto, Shanghai. Il network è finanziariamente sostenuto dal MATTM, dalla Confederazione elvetica, dalla Repubblica e Stato di Ginevra, dal Governo del Lussemburgo e da Sustainable Nations Ireland.[18]

 

  1. Sul CFIS: centro finanziario italiano sulla sostenibilità

 

Il primo rapporto sulla Finanza Sostenibile, datato febbraio 2017, raccomanda la formazione di un centro italiano dedicato alla finanza sostenibile. Dopo aver operato in modo informale, anche nel corso degli incontri internazionali di cui al punto precedente, nel corso dell’anno 2018 il Ministero dell’Ambiente ha contribuito ad un’accelerazione del processo di costituzione di un centro di rappresentanza della piazza finanziaria nazionale, favorendo la discussione fra i soggetti promotori su un progetto finalizzato all’avvio delle attività e alla costituzione formale del centro.

In occasione delle prossime riunioni dell’Osservatorio, i co-chair del WG1[19] si discuterà dello stato di avanzamento delle attività per la costituzione del CFIS, in particolare sul sondaggio realizzato con i membri dell’OIFS al fine di predisporre un Piano di azione.

 

 

  1. Sul piano d’azione della Commissione sulla finanza sostenibile (HLEG, TEG e MCEGSF)

 

Nel corso dell’anno 2017, la Commissione europea ha istituto un gruppo di lavoro di esperti di alto livello (HLEG) che ha prodotto un “Rapporto sulla finanza sostenibile” nel febbraio 2018. Molte raccomandazioni convergono con quelle del “Rapporto italiano” che ne costituisce, almeno in parte, un precursore.

A marzo 2018, la Commissione europea, con apprezzabile rapidità, ha pubblicato un proprio Piano d’azione con numerose proposte di iniziativa raccolta sotto 10 temi[20], molte delle quali sono attualmente in corso di attuazione o già approvate[21].

Nell’attuazione del Piano, la Commissione si avvale di un gruppo di esperti tecnici (TEG) della comunità finanziaria per l’elaborazione di proposte tecniche che dovranno sostenere la Commissione nella predisposizione dei necessari atti delegati previsti dai nuovi Regolamenti come, ad esempio, la citata tassonomia). I tre rappresentanti italiani nel TEG[22] sono puntualmente invitati ai lavori dell’OIFS al fine di tenere aggiornata la comunità finanziaria nazionale sui lavori in corso a livello comunitario; inoltre, il TEG si riunisce volta al mese[23].

Infine, per coinvolgere maggiormente i Governi nazionali nell’attuazione del Piano comunitario, la Commissione si avvale anche di un gruppo tecnico di esperti dei governi degli Stati Membri (MSEGSF). L’Italia partecipa con un esperto del MEF e uno del MATTM; questo gruppo si riunisce ogni tre mesi circa.

 

 

 

 

  1. Sull’attuazione della Direttiva 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni non finanziarie da parte di talune imprese operanti sui mercati finanziari

 

La Direttiva 2014/95/UE, recepita in Italia con Decreto legislativo 30 dicembre 2016, n. 254, riguarda il tema della finanza sostenibile, dato che si applica agli enti di interesse pubblico (società quotate in borsa, banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari) con oltre 500 dipendenti. La direttiva è sostanzialmente finalizzata alla divulgazione di informazioni utili ai mercati finanziari per gestire i rischi associati alla sostenibilità ambientale e sociale. Obbligo principale è la Dichiarazione di carattere Non-Finanziario (DNF), ad integrazione della relazione annuale sulla gestione che accompagna il bilancio, con informazioni minime che includono l’uso di fonti energetiche, le emissioni di gas serra e di inquinanti in atmosfera e un’analisi dei “principali rischi, generati o subiti, connessi ai suddetti temi e che derivano dalle attività dell'impresa, dai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali, incluse, ove rilevanti, le catene di fornitura e subappalto”.

Ai fini dell’attuazione della Direttiva, il 5 luglio /2017 erano state emanate dalla Commissione le Linee Guida “Orientamenti sulla comunicazione di informazioni di carattere non-finanziario” (Metodologia per la comunicazione di informazioni di carattere non-finanziario). Il 18 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato un supplemento di linee guida per la rendicontazione del rischio climatico, rafforzando in questo modo le disposizioni a carico delle imprese riguardanti le informazioni sul clima, introducendo il principio della doppia materialità (analisi degli effetti del cambiamento climatico sull’impresa, così come degli effetti dell’attività d’impresa sul cambiamento climatico).

Inoltre, le novità contenute nelle Linee Guida permettono un raccordo fra le informazioni fornite al pubblico dalle imprese quotate e gli obblighi informativi a carico dei fornitori di prodotti finanziari, introdotti dal nuovo regolamento sulla disclosure finanziaria.

L’Attività del MATTM a sostegno dell’attuazione della Direttiva ha riguardato sia la raccolta di dati di indagini dedicate che il sostegno a proposte per un riorientamento delle informazioni verso contenuti minimi comuni a tutte le imprese, che soddisfino condizioni di trasparenza, comparabilità fra le imprese e nel tempo, anche alla luce delle linee-guida TFCD:

  • presentazione da Parte di Consob, in occasione della plenaria dell’Osservatorio Italiano sulla Finanza Sostenibile (OIFS) del 1° marzo 2019, dei risultati dell’indagine sull’attuazione delle Direttiva da parte delle imprese.
  • Individuazione di due indagini sulle modalità di attuazione della Direttiva sull’informazione non-finanziaria (KPMG e E&Y), rispettivamente di carattere nazionale ed europeo.
  • Promozione della consultazione della Commissione sul documento Linee guida per la rendicontazione dell’informazione non finanziaria riguardante il rischio climatico e partecipazione alle riunioni a Bruxelles del EC Member States Experts Group (MSEG) on Sustainable Finance.
  • Inclusione nel rapporto di attività OIFS 2019, da approvare in una prossima plenaria, di un capitolo dedicato all’attuazione in Italia del D.lgs. n° 254/2016 sulla rendicontazione dell’informazione non-finanziaria.

 

  1. Ancora sull’OIFS e il CFIS.

L’OIFS (Osservatorio Italiano sulla Finanza Sostenibile) è stato istituito con Decreto del Ministro del 24 gennaio 2018, n.15 (allegato e online[24]) e nasce da una delle raccomandazioni generali del Rapporto “Financing the Future”, frutto del Dialogo Nazionale sulla Finanza Sostenibile promosso dal Ministero dell’Ambiente insieme all’ONU (programma UNEP “Inquiry on the Design of a Sustainable Finance”); il rapporto è stato presentato in Banca d’Italia dai Ministri dell’Economia e dell’Ambiente nel febbraio 2017.

L’OIFS è riconosciuto come un importante contributo del Ministero dell’Ambiente italiano alla promozione della Finanza verde e della Finanza sostenibile, coerente con le Strategia ONU e quella Nazionale di Sviluppo Sostenibile, con gli SDG e le iniziative italiane nell’ambito del G7, del G20 e con l’attuazione dell’Accordo di Parigi.

All’OIFS partecipano tutte le organizzazioni pubbliche e private interessate; sono membri fondatori le organizzazioni i cui esperti hanno partecipato alla preparazione del rapporto “Financing the Future”. La partecipazione è, inoltre, aperta alle altre organizzazioni che richiedano di esserne parte. In totale, i membri dell’OIFS ad oggi sono 48 tra ministeri, autorità indipendenti e di vigilanza, banche, assicurazioni, investitori istituzionali e loro associazioni, centri di ricerca (lista allegata e online)[25].

La partecipazione all’OIFS è svolta a titolo gratuito e avviene su base puramente volontaria. Le cariche di co-chair dell’OIFS[26], di co-chair dei gruppi di lavoro (ricoperte da esperti delle organizzazioni partecipanti, designati dai co-chair in uno spirito di consenso e ratificati dall’Osservatorio) e gli incarichi della Segreteria tecnica (ricoperte da esperti UNEP e dalla società in house Sogesid) non prevedono indennità e compensi.

Per quanto riguarda il Centro Finanziario Italiano sulla Sostenibilità (CFIS), promosso dal WG1 OIFS, è attualmente in corso un approfondimento del progetto sviluppato nel 2018, basato su un’indagine mediante questionario alla quale hanno partecipato circa quindici soggetti interessati al Centro, finalizzata a sviluppare una proposta operativa, capace di aggregare l’interesse e la partecipazione degli operatori della piazza finanziaria nazionale.  I risultati dell’indagine saranno presentati da Borsa Italiana, co-chair del WG1 OIFS, in occasione di una prossima Plenaria.

 

Proseguendo nella disamina, il CFIS (Centro Finanziario Italiano sulla Sostenibilità), non è stato ancora istituito. È un obiettivo istituzionale dell’OIFS attraverso il WG1. Come per l’OIFS, l’istituzione del Centro è una raccomandazione generale del rapporto “Financing the Future”.

E’ attualmente in corso un approfondimento del progetto sviluppato nel 2018, basato su un’indagine di Borsa Italiana mediante questionario rivolto a tutti i membri interessati dell’OIFS, al quale hanno risposto quindici soggetti interessati al Centro. L’indagine è finalizzata a sviluppare una proposta operativa capace di aggregare l’interesse e la partecipazione degli operatori della piazza finanziaria nazionale. I risultati dell’indagine sono stati presentati da Borsa Italiana e Febaf, co-chair del WG1/OIFS, in occasione della recente Plenaria OIFS del 23 luglio.

La nascita del Centro risulta ancora difficile per le diverse esigenze dei potenziali partner coinvolti, pubblici e privati. È verosimile che senza un contributo finanziario del MATTM alle attività di avvio, l’iniziativa non riesca a decollare.

 

In tale contesto, appare inoltre opportuna la continuazione della partecipazione alle attività della rete internazionale FC4S (Financial Centres for Sustainability). Il FC4S è stato avviato su spinta del G7 Ambiente di Bologna del 2017 ed il ruolo italiano di promozione è ampiamente riconosciuto. Ci sono, ad oggi, 27 Centri (Londra, Parigi, Lussemburgo, Zurigo, Ginevra, Francoforte, Stoccolma, Madrid, Beijing, Shenzen, Shanghai, Toronto, Montreal, Tokyo, Cairo, Casablanca, Lagos, …).  Inoltre, nella plenaria dell’OIFS del 23 luglio, è stata discussa la prima bozza del rapporto 2019, in vista del suo perfezionamento e approvazione entro ottobre 2019.

 

 

  1. Situazione, considerazioni e commenti

 

In relazione all’emergere di numerose e importanti novità a livello comunitario, si ritiene importante continuare a sensibilizzare e coinvolgere i soggetti della comunità finanziaria nazionale, anche allo scopo di valorizzare ove possibile le specificità del contesto nazionale.

L’Osservatorio Italiano per la Finanza Sostenibile (OIFS) costituisce un forum rappresentativo e sperimentato che, volendo, può essere ulteriormente rafforzato[27]. Ad esempio, i temi della tassonomia ambientale e della riforma della Direttiva sull’informazione non-finanziaria comportano un crescente interesse anche da parte delle imprese dell’economia reale, oltre che dei soggetti della comunità finanziaria.

 

Va, inoltre, tenuto conto che l’OIFS stia completando la stesura del rapporto 2019: dopo l’utile e innovativa esperienza del rapporto del Dialogo Nazionale Finanziare il Futuro (febbraio 2017), il nuovo rapporto intende ricostruire lo stato dell’arte delle politiche e normative sulla finanza sostenibile, nonché delle iniziative in corso e dei dati di riferimento nei vari segmenti di mercato. Il rapporto, in corso di realizzazione attraverso specifici contributi di oltre venti fra istituzioni e organizzazioni partecipanti all’OIFS, intende proporsi come uno strumento di condivisione e divulgazione dell’informazione a livello nazionale. Occorre iniziare a programmare un evento di presentazione pubblica del rapporto (vedi successiva proposta).

 

Si consideri, poi, che l’attuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e dell’Agenda 2030 include, tra l’altro: le attività italiane, europee ed internazionali relative alla finanza verde e sostenibile, la rendicontazione non-finanziaria di società quotate, banche e assicurazioni, la rendicontazione finanziaria per il clima e la biodiversità e della fiscalità ambientale tra cui il catalogo dei sussidi nonché il rapporto del capitale naturale.

  1. a) Le attività in essere riguardano:

- l’aggiornamento delle attività in corso pubbliche e private, internazionali, europee e nazionali, e il monitoraggio delle nuove normative e dell’attuazione di quelle esistenti (es. Direttiva UE sulla rendicontazione non-finanziaria);

- la redazione del rapporto tematico “La finanza sostenibile e la mobilità sostenibile in Italia” nell’ambito del WG2, denominato “Finanza verde per la reindustrializzazione”, coordinato dal Direttore generale dell’Analisi Economica e Finanziaria del MEF-Tesoro[28];

- la compilazione del rapporto tematico “Il rischio climatico per la finanza in Italia”, nell’ambito del WG3 denominato, “Dimensione internazionale della Finanza Sostenibile”, coordinato da Banca d’Italia e MEF-Tesoro[29];

- l’avvio del programma di lavoro del WG5, approvato nella plenaria dello scorso 23 luglio 2019;

- il monitoraggio delle raccomandazioni del rapporto “Finanziare il Futuro” (WG4);

- la preparazione di un secondo rapporto dell’Osservatorio sulla finanza sostenibile, seguito di “Financing the Future”.

 

  1. Conclusioni.

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile dovrebbe definire gli obiettivi chiave per il nostro Paese con priorità̀ di quelli per una green economy, pilastro fondante di uno sviluppo sostenibile, definendo target puntuali e sfidanti supportati da strumenti di policy. L’ISTAT dovrebbe popolare gli indicatori dell’Agenda 2030, in connessione con quelli del Benessere equo e sostenibile (BES).

Occorre promuovere l’integrazione degli obiettivi e dei target dell’Agenda 2030 e della Strategia nazionale anche all’interno dei processi di analisi, di definizione delle strategie e di rendicontazione delle imprese.

Si devono raccogliere e valorizzare le best practices che dimostrino come un impegno significativo in questo ambito contribuisca al miglioramento delle prestazioni sia del sistema Paese che delle singole organizzazioni. Occorre sviluppare meccanismi di misurazione delle performance che consentano di valutare il contributo di ciascuno all’obiettivo comune e di monitorare il progresso verso il raggiungimento dei target definiti

Inoltre, nel recepimento della Direttiva 2014/95/UE, che prevede un obbligo di rendicontazione non finanziaria per talune imprese e gruppi di grandi dimensioni, sarebbe utile promuovere un allargamento dei soggetti coinvolti su base volontaria, sia pure con modalità̀ semplificate per medie e piccole imprese.

Sarebbe opportuno estendere tale possibilità̀ anche per i Comuni, le Regioni e lo Stato e incoraggiare una sempre migliore e più̀ dettagliata rendicontazione delle informazioni non- finanziarie incoraggiando attività̀ qualificate di reporting su tali aspetti al fine di valutarne correttamente gli impatti e le performance e consentire scelte più̀ informate.

  1. Sitografia

Unep Inquiry
http://unepinquiry.org

Gruppo di studio del G20 sulla “finanza verde”
http://unepinquiry.org/g20greenfinancerepositoryeng

OCSE - Centre on Green Finance and Investment
http://www.oecd.org/cgfi

Commissione Europea - Sustainable Finance
https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/banking-and-finance/sustainable-finance_en

HLEG Interim Report 13.07.2017
https://ec.europa.eu/info/publications/170713-sustainable-finance-report_en

Conclusioni Ecofin 10.10.2107 su Green Finance
http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/10/10-conclusions-climate-change/

Decreto Legislativo 30 dicembre 2016, n. 254 - Attuazione della direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante modifica alla direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversita' da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni.
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/01/10/17G00002/sg

 

[1]http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/scheda_UNEP_Inquiry_Italy.pdf

[2] http://unepinquiry.org/

[3] L’incontro è stato organizzato dalla Casablanca Finance City Authority (CFCA), dal programma “UN Environment - Inquiry into the Design of a Sustainable Financial System”, dal Ministero italiano dell’Ambiente e dalla presidenza marocchina della COP 22 sui cambiamenti climatici.

[4] disclosure dei partecipanti ai mercati finanziari e indici di benchmark CO2

[5] Ad esempio standard UE green bonds, etichetta Ecolabel per i prodotti finanziari

[6] Pur scontando l’incertezza politica legata al rinnovo degli organismi comunitari, è probabile un progressivo rafforzamento dei processi in atto

[7] Legge di ratifica dell’Accordo di Parigi n. 204/2016

[8] Decreto del 24 gennaio 2018

[9] Iniziativa portata avanti dal WG1 OIFS finalizzata alla costituzione di un centro italiano che possa costituire il nodo italiano del network internazionale FC4S

[10] http://www.minambiente.it/pagina/inquiry-design-sustainable-financial-system

[11]http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/scheda_UNEP_Inquiry_Italy.pdf

[12] http://www.minambiente.it/pagina/finanziare-il-futuro-le-istituzioni-finanziarie-e-la-transizione-verso-uneconomia-sostenibile

[13] http://www.minambiente.it/pagina/g7-ambiente-2017

[14] http://www.minambiente.it/pagina/g7-environment-background-papers

[15] http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio_immagini/Galletti/G7/communique_g7_environment_-_bologna.pdf

[16]http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/decreto_oifs_mattm_24012018.pdf

[17] https://www.fc4s.org/

[18] Il sito della rete con indicazione della promozione italiana è https://www.fc4s.org/about-us.

[19] Lovisolo di Borsa italiana e Rizzuti di Febaf

[20] https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/banking-and-finance/sustainable-finance_it#implementing

[21] Cfr. due regolamenti in corso di pubblicazione in GUCE

[22] Sara Lovisolo - Borsa Italiana; Pierfrancesco Latini - Cassa Depositi e Prestiti; Paolo Masoni - Ecoinnovazione

 

[24]https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo_sostenibile/decreto_oifs_mattm_24012018.pdf 2

[25] https://www.minambiente.it/pagina/finanza-sostenibile

[26] Ricoperte dal Direttore generale DG-SVI del Ministero dell’Ambiente d’ufficio e da un co-chair eletto dai membri dell’OIFS, Lucia Silva, responsabile Sostenibilità del Gruppo Generali

[27] Attualmente sono 48 le organizzazioni aderenti; l’indirizzario dei partecipanti è composto da oltre 150 nomi; all’ultima riunione plenaria dell’Osservatorio sono intervenuti 60 esperti

[28] Discusso durante l’ultima plenaria del 23/7/2019

[29] Approvato alla plenaria del 1° marzo 2019