ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XIV - n. 06 - Giugno 2022

  Studi



Considerazioni a margine: i contratti fideiussori “a valle” e la nullità c.d. “Antitrust”.

Di Giuseppe Maria Marsico
   Consulta il PDF   PDF-1   

Corte di Cassazione - Prima sezione civile

Ordinanza interlocutoria 30 aprile 2021, n. 11486

Considerazioni a margine: i contratti fideiussori “a valle” e la nullità c.d. “Antitrust”

Di GIUSEPPE MARIA MARSICO

 

Abstract - 1. Il caso - 2. Natura giuridica della nullità c.d. “antitrust”: la relazione tra intesa “a monte” e contratti “a valle” - 3. Definizione del perimetro applicativo dell’art 33 della legge n. 287/1990: legittimazione del consumatore all’azione di nullità e di risarcimento - 4. Conclusioni

 

Abstract in italiano: Il commento, dopo aver ripercorso gli orientamenti dottrinali giurisprudenziali sulla nullità c.d. “antitrust” sui singoli contratti fideiussori “a valle”, mira a evidenziare alcuni rilievi critici all’Ordinanza, legati principalmente alla natura giuridica della nullità de qua; lo stesso ha l’obiettivo di ripercorrere – in chiave critica e pratica – le diverse ricostruzioni ermeneutiche in tema di perimetro applicativo della L. 287/1990, con particolare riguardo alle nullità de qua. Certificata la fallibilità dei tentativi di accomodamento delle risultanze in ambito assicurativo alle intese bancarie, le S.S. U.U. dovranno pronunciarsi sull’ammissibilità di un’azione di nullità, riconosciuta anche in capo al singolo contraente privato, da affiancare, eventualmente, alla pretesa risarcitoria, e a definirne natura e consistenza.

 

Abstract in inglese: The comment, after summarizing the jurisprudential doctrinal orientations on nullity so-called "Antitrust" on individual "downstream" guarantor contracts, aims to highlight some critical findings to the order, mainly related to the legal nature of the nullity in question; the same has the objective of retracing - in a critical and practical-applicative key - the various hermeneutic reconstructions on the subject of application of Law 287/1990, according to to this nullity. Having certified the fallibility of the attempts to accommodate the results in the insurance sector to the banking agreements, the S.S. U.U.  have to rule on the admissibility of an action for nullity, also recognized by the individual private contractor, and, if necessary, by the claim for compensation, and to define its nature and consistency.

 

 


 

  1. Il caso

Il Sig. B. conviene in giudizio un noto istituto di credito per far dichiarare la nullità dei contratti di fideiussione a garanzia di un rapporto di conto corrente e di un rapporto di mutuo intercorrente tra la A. S.p.A. e la banca medesima. L’attore desiderava far accertare che gli artt. 2, 6 e 8 dei contratti di fideiussione de quibus - che prevedevano la rinuncia ai termini di cui all'art. 1957 cod. civ. e la sopravvivenza della fideiussione alla inefficacia dei pagamenti o all'invalidità dell'obbligazione principale - erano stati predisposti dalla Banca in violazione dell’art. 2 della legge n. 287 del 1990, in quanto conformi ad uno schema contrattuale concordato dall’Associazione Bancaria Italiana con alcune organizzazioni di tutela dei consumatori, come accertato dalla Banca d'Italia con provvedimento del 2 maggio 2005.

I diversi profili di interesse sono tutti riconducibili alla questione di fondo, relativa all’individuazione del tipo di nullità, essendo state prospettate, ex multis, diverse ricostruzioni ermeneutiche: la prima, ad esempio, è quella per cui sarebbe configurabile una nullità per contrarietà a norme imperative o per illiceità della causa, una nullità per illiceità dell’oggetto (limitata al vantaggio che l’impresa ha tratto dalla stipulazione del contratto a valle); come sarà approfondito in seguito, taluni esponenti della dottrina hanno ravvisato, al contrario,  una nullità derivata (riconducibile a quella dell’intesa a monte, in virtù del collegamento funzionale esistente con il contratto a valle); un terzo indirizzo ha ricondotto la nullità de qua  ad una species peculiare di nullità relativa di protezione (prevista a tutela del soggetto danneggiato dall’intesa, e quindi deducibile esclusivamente da quest’ultimo).

Altro profilo di notevole interesse è la possibilità di  estensione officiosa alle intese bancarie delle rimedialità “assicurative”, così come delineate in precedenti arresti giurisprudenziali.

Altra questione problematica affrontata nell’Ordinanza in commento è, altresì, la configurabilità di una nullità, in ragione della diversità delle parti del contratto “a valle”, rispetto a quelle dell’intesa “a monte”, e della conseguente difficoltà di stabilire se le prime avrebbero ugualmente prestato il proprio consenso, in mancanza delle clausole riproduttive del contenuto dell’intesa: indagine che, nel caso della fideiussione bancaria, potrebbe risultare superflua, nel caso in cui si consideri che, nonostante l’espunzione delle predette clausole, la Banca possa avere interesse a conservare la garanzia, non essendo certo che il debitore sia in grado di offrirne altre in sostituzione.

Ulteriore profilo di interesse – connesso a quanto sopra delineato - è riconducibile alla definizione del perimetro applicativo dell’art 33 della legge n. 287/1990. Al centro della questione – assai dibattuta in dottrina e in giurisprudenza - è la possibilità di riconoscere anche al consumatore la legittimazione a proporre le azioni previste dal comma secondo della menzionata disposizione, nonostante la sua estraneità all'intesa anticoncorrenziale, ed ammettendo il concorso tra la tutela risarcitoria e l'azione di nullità, ritenuta proponibile non solo nei confronti dell'intesa, ma anche nei confronti dei contratti c.d. a valle

 

 

  1. Natura giuridica della nullità c.d. “antitrust”: la relazione tra intesa “a monte” e contratti “a valle”

 

I giudici di legittimità hanno rilevato che l’analisi della questione della sorte dei contratti stipulati in conformità di intese anti-concorrenziali, già più volte sottoposta alla Corte, anche a Sezioni Unite, ha condotto a risultati interpretativi tutt’altro che univoci e comunque ormai non più adeguati rispetto alla frequenza con cui il fenomeno tende a riproporsi ed alla multiforme tipologia dallo stesso assunta negli anni più recenti.

La nullità del contratto “a valle” è stata, inoltre, variamente giustificata dalla dottrina.

Vi è infatti chi ritiene che il negozio “a valle” attuativo dell’intesa si ponga in diretto contrasto con la norma imperativa che vieta le intese anticoncorrenziali

Altri ipotizzano un’invalidità derivata di secondo grado trasmessa a valle da un precedente contratto a monte.

Nella pronuncia che si annota, ancora una volta, come anticipato, la Suprema Corte si è basata sul presupposto - ampiamente riconosciuto dalla CASS. CIV. 4/2/2005 n. 2207 - che la legge antitrust abbia come destinatari non soltanto gli imprenditori, ma anche gli altri soggetti del mercato. Il legislatore ha, infatti, inteso proibire in via generale la distorsione della concorrenza, che può essere anche frutto di comportamenti “non contrattuali” o “non negoziali”, anche successivi al negozio originario, ma che realizzino un ostacolo al gioco della concorrenza[1].

Tale principio si rinviene e matura in ambito comunitario con l’adozione dell’Atto Unico Europeo del 1986, per poi trovare espressa menzione sia nel TUE del 1992 (Trattato di Maastricht) che nell’attuale TFUE (art. 3 e artt. 101 e ss.). Non si può poi non considerare che lo stesso ha trovato riconoscimento nella giurisprudenza della Corte di Giustizia ed è stato ribadito di recente dalla direttiva 2014/104/UE che riconosce al consumatore la legittimazione a domandare la tutela risarcitoria per il danno derivante da violazioni della disciplina antitrust europea e nazionale.

Indubbia la necessità di tutela del consumatore o parte debole, non ne risultano tuttavia immediatamente acclarate le conseguenze sulla sorte del contratto che dell’illecito antitrust sia stato veicolo[2].

La Cassazione, in taluni arresti, non esplicita, facendo un generico riferimento all’art. 1418 cod. civ. tout court, quale sia la ragione che porta a considerare nulli i contratti a valle, non chiarendo se la nullità di quest’ultimi sia una nullità derivata o viceversa diretta.

Secondo una diversa ricostruzione ermeneutica, si configurerebbe una cd.  nullità  di  protezione  che  determina  l’inefficacia  del contratto  a  protezione  di  solo  uno  dei  contraenti. La nullità  di  protezione è lo  speciale  rimedio  posto a  tutela  della  parte  contrattuale  debole  - stante la sua asimmetria informativa - contro  l’introduzione  di  clausole  abusive  che  determinano  un  significativo  squilibrio  nell’assetto  generale  del  contratto.  Tale  forma  di  nullità  rappresenta  una  deroga  rispetto  al  disposto  di  cui  all’art.  1421  c.c.,  il  quale  prevede  che  la  nullità  possa  essere  fatta  valere  da  chiunque  abbia  interesse,  introducendo il  concetto  di  relatività  delle  nullità, potendo  la  nullità  di  protezione  essere  fatta  valere  unicamente  dalla  parte  debole  destinataria  di  maggiore  tutela.  Tale  peculiarità  non  elimina  i  caratteri  propri  della  nullità  e,  quindi,  anche  quelle di  protezione  sono  rilevabili  d’ufficio, determinano  l’inefficacia  definitiva  del  contratto  e  le  azioni  sono  imprescrittibili.

Occorre rilevare, altresì, che la configurabilità di una nullità parziale - ravvisata nel caso in esame - in ragione della diversità delle parti del contratto “a valle”, rispetto a quelle dell’intesa “a monte” pone rilevanti problematiche pratico-applicative. Esse rendono ancora più difficoltoso – a differenza di quanto avveniva nei contratti assicurativi - stabilire se le prime avrebbero ugualmente prestato il proprio consenso, in mancanza delle clausole riproduttive del contenuto dell’intesa[3].

L’Ordinanza in commento ha il pregio di evidenziare come la predetta tipologia di indagine, nel caso di specie, ossia della fideiussione bancaria, potrebbe, invero, risultare non risolutiva e finanche superflua: occorre considerare, secondo l’opinione di chi scrive, che, nonostante l’espunzione delle predette clausole, la Banca possa avere interesse – in concreto - a conservare la garanzia, non essendo certo che il debitore sia in grado di offrirne altre in sostituzione.

La Suprema Corte, nell’ordinanza de qua, pare superare la concezione per cui una fideiussione contenente clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust per violazione dell’art 2, comma 2, lett.a) della L. n. 287/1990 dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005, comportano la nullità dell’intero contratto, ai sensi dell’art. 1419 c.c (c.d.teoria della nullità totale).

L’Ordinanza – prima facie – sembra innestarsi nel filone giurisprudenziale che identifica nella nullità “antitrust” una nullità parziale a fini eminentemente protettivi.

La Corte di Cassazione sembra preservare la dichiarazione fideiussoria espungendo le clausole frutto di intese illecite, favorevoli alla banca, che non incidevano sulla struttura e sulla causa del contratto, non ha pregiudicato la posizione dei garanti, che risulta meglio tutelata proprio in ragione della declaratoria di nullità parziale.

Nell’Ordinanza in commento, tuttavia, la Suprema Corte mitiga in parte il menzionato secondo orientamento, prendendo le mosse dall’art. 1419 c.c.[4]

La citata norma dispone in particolare, che la nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole importa la nullità dell’intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita dalla nullità.

Tanto premesso, la Corte di Cassazione evidenzia immediatamente come – nel caso di specie- non riesca a determinare effettivamente se si ricada o meno nell’alveo della nullità parziale o totale, vista l’eterogeneità degli interessi tra banca (desiderosa di conservare la garanzia) e cliente, parte debole (avente un interesse contrario).

La prima Sezione richiama i principi statuiti dalle Sezioni Unite, con CASS. CIV. del 4/2/2005 n. 2207, in materia di polizze di assicurazione. Le SS.UU. –come ripercorso dall’Ordinanza - furono allora chiamate a pronunciarsi sull’individuazione del giudice competente in ordine all’azione di restituzione del maggior importo versato a titolo di premio per una polizza di assicurazione r.c.a. stipulata in conformità delle condizioni stabilite dal cartello delle compagnie assicuratrici; le SS.UU., in particolare, ritennero che la competenza spettasse alla Corte d’Appello, ai sensi dell’art. 33, rubricato “Competenza giurisdizionale”, della legge n. 287 del 1990. Tale indirizzo – che si ritiene di condividere in toto - ha riconosciuto altresì al consumatore la legittimazione a proporre le azioni previste dal comma secondo di tale disposizione ossia l’azione di nullità e di risarcimento del danno, nonché i ricorsi intesi ad ottenere provvedimenti di urgenza in relazione alla violazione delle relative disposizioni, nonostante la sua estraneità all’intesa anticoncorrenziale, ed ammettendo il concorso tra la tutela risarcitoria e l’azione di nullità, ritenuta proponibile non solo nei confronti dell’intesa a monte, ma anche nei confronti dei contratti c.d. a valle[5].

La prima Sezione della Cassazione, con l’ordinanza interlocutoria n. 11486/2021, richiamando quanto espresso dalle Sezioni Unite con la sentenza menzionata lamenta in maniera manifesta che le pronunzie più recenti avrebbero comportato un ingiustificato indebolimento del rapporto tra i contratti a valle (nel caso di specie, le fideiussioni) e l’intesa a monte di cui allo schema Abi.

L’Ordinanza, peraltro, ha il pregio di evidenziare come questa conclusione comporterebbe esiti contraddittori e illogici, avendo la più recente giurisprudenza affermato che dalla declaratoria di nullità di un’intesa tra imprese per lesione della libera concorrenza - emessa dall’Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 2 della legge n. 287 del 1990 - non discende automaticamente la nullità di tutti i contratti posti in essere dalle imprese aderenti all’intesa, i quali mantengono la loro validità e possono dar luogo solo ad azione di risarcimento danni nei confronti delle imprese da parte dei clienti; per altro verso la Corte non esclude che in concreto la nullità del contratto “a valle” debba essere valutata dal giudice adito alla stregua degli artt. 1418 cod. civ. e ss. e che possa trovare applicazione l’art. 1419 cod. civ. laddove l’assetto degli interessi in gioco non venga pregiudicato da una pronuncia di nullità parziale, limitata alle clausole rivenienti dalle intese illecite”. Stanti le menzionate peculiarità del caso concreto, la Suprema Corte giustifica la rimessione degli atti al Primo Presidente, ai sensi dell'art. 374 cod. proc. civ., affinché valuti – in concreto - la sussistenza dei presupposti per l'assegnazione della causa alle Sezioni Unite.

Si ritiene, sulla base del percorso argomentativo e logico-giuridico della Suprema Corte, che le SS.UU. – verosimilmente – opteranno per la qualificazione della nullità “antitrust” come “selettiva” e “protettiva”. A parere di chi scrive, si potrebbe prendere le mosse dall’argomentazione - estendendola in via estensiva – che – seppure in ambiti diversi da quelli in analisi (ossia in tema di contratti di investimento) - ha portato illustre dottrina (cfr. CASS. CIV. SEZ. UN., 4 novembre 2019, n. 28314, con nota di C. SCOGNAMIGLIO, Le Sezioni Unite e le nullità selettive: un nuovo spazio di operatività per la clausola generale di buona fede, cit., pp. 5-8), a definire la nullità de qua come “di protezione” o “selettiva”.

Non può negarsi che le due species di nullità, applicate alle intese anticompetitive (c.d. nullità Antitrust) e ai contratti di investimento, siano espressive di una medesima ratio. Essa consiste nel tutelare il consumatore (investitore-cliente), stante la sua posizione di debolezza strutturale, in considerazione della predetta asimmetria informativa.

Verosimilmente, le Sezioni Unite opteranno, dunque, per una risoluzione del presente caso, utilizzando le categorie generali del sistema del diritto civile, senza tralasciare la rilevanza e la centralità della clausola generale della buona fede oggettiva e della solidarietà sociale (artt. 1375 c.c., 1337 c.c. e 2 Cost.).

 

  1. Definizione del perimetro applicativo dell’art 33 della legge n. 287/1990: legittimazione del consumatore all’azione di nullità e di risarcimento

 

La Suprema Corte sembra porsi – anticipando, in parte, l’intervento delle Sezioni Unite - all’interno di un filone giurisprudenziale volto ad affermare la legittimazione in capo al sia dell’azione risarcitoria, sia di quella di nullità. La legittimazione del consumatore sussiste, dunque, anche nel caso in cui sia stata proposta un’azione restitutoria, ai sensi dell’art. 2033 c.c., poiché il soggetto che chiede la restituzione di ciò che asserisce di aver pagato per effetto di un’intesa nulla allega l’intesa anticoncorrenziale medesima, inidonea a produrre effetti, poiché nulla.

 In particolare, nell’Ordinanza in commento, si ribadisce come  già le Sezioni Unite, in tema di assicurazione RCA, riconobbero anche al consumatore la legittimazione a proporre le azioni previste dal secondo comma dell’art. 33 della legge n. 287 del 1990, nonostante la sua estraneità all’intesa anticoncorrenziale. In tale ottica, dunque, si ammise il concorso tra la tutela risarcitoria e l’azione di nullità, ritenuta proponibile non solo nei confronti dell’intesa, ma anche nei confronti dei contratti c.d. “a valle”.

Si ritiene di aderire pienamente al predetto orientamento. 

Anche in tal caso, infatti, così come avvenuto per la natura giuridica della nullità “antitrust”, la Corte sembra aderire ad un orientamento di favor rispetto alle pretese del consumatore parte debole.

La Corte ripercorre – seppur brevemente - taluni arresti giurisprudenziali quali manifestazioni di una lettura estensiva e teleologica dell’art. 33 della L.287/1990. Prendendo le mosse da un orientamento giurisprudenziale maggioritario, la Corte, in particolare, definisce la L. Antitrust come “legge dei soggetti del mercato”, ovvero di chiunque abbia interesse, processualmente rilevante, alla conservazione del suo carattere competitivo, al punto da poter allegare uno specifico pregiudizio conseguente alla rottura o alla diminuzione di tale carattere.

Invero, la Corte evidenzia come tale norma fu al centro di un annoso dibattito in tema di contratti assicurativi. La stessa  sottolinea, peraltro,  come – nel caso dei contratti di R.C.A. - fu rilevato che il contratto a valle costituisce lo sbocco dell’intesa, essenziale a realizzarne gli effetti, in quanto attuativo della stessa.

In tal modo si rileva come ab absurdo negare la legittimazione del consumatore per ottenere la nullità dei contratti “a valle” e delle intese sarebbe come svilire la ratio stessa della L. 287/1990, ossia quella di assicurare il libero gioco della concorrenza, in ottica protettiva del consumatore, parte debole.

Si ritiene assolutamente non condivisibile una interpretazione restrittiva e letterale della disposizione citata. 

In tal modo, si otterrebbe un assetto prospettico – non rispondente alla voluntas legis - che vede privilegiata l’impresa operante sul mercato.  In altri termini, non pare condivisibile l’orientamento per cui la tutela prevista dall’art. 33, comma secondo, deve ritenersi preclusa al consumatore finale, il cui ruolo era destinato ad esaurirsi nella sollecitazione dell’esercizio dei poteri riconosciuti agli organi individuati dalla medesima legge, ossia all’Autorità Garante.

Diversamente si “spoglierebbe” il consumatore di una tutela adeguata ai propri interessi, ingenerando un palese squilibrio tra interessi, diritti e obblighi in capo alle imprese e al consumatore, a svantaggio di quest’ultimo.

Si ritiene, dunque, che non possa aderirsi  all’indirizzo risalente della Suprema Corte  per cui la citata norma sarebbe riferita esclusivamente alle intese anticoncorrenziali, e non anche i contratti a valle, i quali mantengono la loro validità, anche a fronte della dichiarazione di nullità dell’intesa, e potevano quindi dar luogo soltanto ad azione di risarcimento del danno da parte degli utenti[6].

Tale conclusione – condivisa dal predetto indirizzo – pare del tutto illogica. Non si vede quale tutela concreta possa ottenere il consumatore facendo dichiarare la nullità dell’intesa anticoncorrenziale, ove siano tenuti “in piedi” i contratti a valle. Essa sarebbe una “tutela fallace” e “fittizia”, dal punto di vista concreto.

Tale assunto sembra non porre la giusta attenzione sulle conseguenze pratico-applicative della nullità de qua. Pare chiaro – a parere di chi scrive - come la nullità dell’intesa debba provocare – in un’ottica di tutela concreta ed attuale del consumatore - la nullità derivata dei contratti “a valle”.

Una siffatta ricostruzione sembra essere in contrasto con   la tesi per cui il contratto quadro, può essere qualificato come contratto normativo con il quale si predetermina il contenuto di eventuali futuri contratti che le parti, però, non si obbligano a stipulare (se però tali contratti verranno effettivamente conclusi, sarà vincolante per le parti il contenuto previsto nel contratto normativo).

Peraltro, si ritiene che l’interpretazione restrittiva dell’art. 33 della L. 287/1990 con il differente indirizzo che  assimila il contratto quadro alla figura del mandato (art. 1703 c.c.); in tale ottica, gli ordini di acquisto costituiscono atti esecutivi di quest’ultimo, restando maggiormente dubbia la loro riconducibilità alla categoria del contratto.

Tale indirizzo letterale sembra, apparentemente e solo prima facie, maggiormente compatibile con l’indirizzo dottrinale che identifica gli stessi come  veri e propri contratti.

Una simile ricostruzione ermeneutica, come accennato, non sembra, tuttavia, minimamente compatibile con la ratio di tutela della libera concorrenza della Legge Antitrust.

Si ritiene condivisibile l’assunto per cui la L.287/1990 non è e non può essere soltanto la legge degli imprenditori e dell’impresa, ma è la legge dei soggetti del mercato, ovvero di chiunque abbia interesse (a fortiori del consumatore o fideiussore), processualmente rilevante, alla conservazione del suo carattere competitivo, al punto da poter allegare uno specifico pregiudizio conseguente alla rottura o alla diminuzione di tale carattere. Peraltro, non è possibile negare che il contratto a valle assurga a sbocco (e risultato vietato) dell’intesa. Esso è essenziale alla realizzazione degli effetti della stessa. Il contratto “a valle” è non solo manifestazione della estrensicazione dell’intesa, ma anche esecutivo e attuativo della stessa. E’ tale contratto attuativo-esecutivo che raggiunge e esplica il risultato vietato dalla Legge Antitrust: esso – in concreto - limita o elude la possibilità di libera scelta da parte del consumatore.

Si ritiene, inoltre, che la previsione del risarcimento del danno sarebbe meramente retorica se si dovesse ignorare, considerandolo circostanza negoziale distinta dalla “cospirazione anticompetitiva” e come tale estranea al carattere illecito di questa: al contrario, come già accennato, esso, nelle sue peculiarità, rappresenta lo strumento attraverso il quale i partecipi all’intesa (anticoncorrenziale e, in quanto tale vietata, rectius nulla) realizzano il vantaggio che la legge intende inibire[7].

La Legge Antitrust è funzionale ed efficace per la tutela del consumatore (cfr. art., 4 L. 287/1990.)[8]; in secondo luogo, l’illiceità dell’intesa tra imprese si ripercuote irrimediabilmente sul consumatore, parte debole, privandolo del suo diritto di scelta vera tra i prodotti che dovrebbero circolare nel rispetto del principio di libera concorrenza; in terzo luogo, la possibilità di scelta del consumatore è un “interesse rilevante” (in quale assume il carattere della concretezza e dell’attualità) per l’ordinamento giuridico. Esso integra quello che si definisce il danno ingiusto ex art. 2043 c.c., rendendo quindi applicabile l’art. 33, l. 287/1990. La dottrina prevalente è, peraltro. concorde con l’interpretazione della Corte di cassazione, che ha qualificato il diritto alla concorrenza come un diritto soggettivo del consumatore, anche se vi sono orientamenti che si discostano da questa impostazione. Ad esempio una ricostruzione ermeneutica sostiene la nullità delle intese in quanto ritenute “oggetto” di comportamenti illeciti tout court.

Inoltre, vi è chi considera la violazione di legge antitrust come la “causa” di un illecito civile[9].

Occorre valutare se si tratti di “norme di validità” – come ritenuto da una rilevante giurisprudenza di merito- o “norme di condotta”, come affermato dalla giurisprudenza di legittimità. A parere di chi scrive, la differenza d’impostazione e di ricostruzione non è irrilevante. Essa consiste nel fatto che nel primo caso il contratto non è valido, mentre nel secondo caso l’adempimento dell’intermediario verso il cliente è quella la ragione di risarcimento del danno. La conseguenza logica di ciò è che il contratto a valle attua direttamente l’intesa e quindi genera la fattispecie anticoncorrenziale contro la legge; il mancato rispetto di regole di condotta – al contrario - non genera un contratto contro l’ordinamento giuridico, ma mina . in via irrimediabile - le garanzie che devono tutelare il contraente “debole”, nella fase che precede la stipulazione del contratto stesso. Vi sono altre interpretazioni mediane e alcune che si limitano ad individuare nell’equità lo strumento più idoneo per dirimere le controversie di questo tipo.

 

 

  1. Conclusioni

 

 

Si ritiene tuttavia – analogamente a quanto affermato nella precedente connessa questione – che la tutela concreta consumeristica, non può che consistere nel far dichiarare nullo il contratto ex art. 1343 c.c., secondo una nullità definibile “di protezione”, come principio generale dell’ordinamento contro gli squilibri fra contraenti, riconducendo il diritto di richiesta della nullità contrattuale proprio solo al consumatore, una nullità relativa non totale, cioè idonea a sostituire la clausola che rende possibile l’abuso. Il medesimo ragionamento può essere esteso anche alle intese in ambito del contratto “a valle”. I privati si trovano spesso per vari motivi in uno stato di soggezione di fronte alle imprese

Si rientra nell’alveo dei “contratti c.d. asimmetrici” ovvero quei contratti, quali ad esempio i contratti del consumatore, i contratti tra professionisti o i contratti tra imprese, in cui la parti oggetto dello schema contrattuale sono fisiologicamente asimmetriche per forza negoziale, possibilità informativa, economica o relazionale.

In particolare, l’asimmetria si atteggia in maniera differente a seconda della qualifica della parte contrattuale e, infatti, nel caso in cui il contraente debole sia il consumatore, l’asimmetria è di tipo prettamente informativo, all’opposto, nel caso in cui sia l’imprenditore ad essere la parte “debole” del rapporto contrattuale, l’asimmetria sarà di tipo prettamente economico, in quanto si farà riferimento alla posizione dello stesso nelle operazioni commerciali, ovvero alla mancanza di alternative che il mercato offre al soggetto per poter scegliere liberamente con chi e come negoziare.

Il consumatore – come suesposto - rientra nella categoria del contraente debole, ovvero del soggetto che riveste una posizione contrattuale intrinsecamente inferiore rispetto a quella della controparte che, all’opposto, ha di fatto il potere di regolare liberamente ed unilateralmente gli aspetti del contratto.

L’intervento comunitario più significativo, volto alla necessità di tutelare gli interessi di un soggetto considerato “debole” dal nostro ordinamento, in quanto impossibilitato ad influire sul contenuto contrattuale che lo vede coinvolto, è rappresentato dalla Direttiva 93/13/CE in materia di clausole abusive inserite nei contratti tra consumatore e professionista che ha portato all’introduzione, all’interno del nostro codice civile, di un apposito capo intitolato “Dei contratti del consumatore” ex artt. 1469-bis ss. c.c.

Nello specifico, i contratti del consumatore, trattandosi generalmente di contratti istantanei, muovono dalla qualificazione formale delle parti, e cioè dalla debolezza strutturale e presunta del consumatore; diversamente i contratti tra imprenditori, che il più delle volte sono contratti di durata, si imperniano su criteri e modalità volti ad accertare in concreto il carattere “debole” di una delle parti contrattuali.

Tanto premesso, non può che condividersi la ricostruzione – che si ritiene sarà fatta propria delle SS.UU. - per cui il cliente-consumatore è sicuramente legittimato a proporre le azioni previste dal comma secondo dell’art 33 della L. 287/1990, nonostante la sua estraneità all'intesa anticoncorrenziale. Nondimeno, ciò è desumibile sulla scorta di una interpretazione teleologica della menzionata norma. (c.d. ratio di tutela e di protezione), che è immanente in tutto il sistema delle disposizioni della L. Antitrust, assieme alla finalità di assicurare il libero gioco della concorrenza. Tale finalità, invero, devono considerarsi come due volti della stessa medaglia. Non può assicurarsi l’una senza promuovere la seconda. Sulla scorta di quanto suesposto, si ritiene che –verosimilmente – le Sezioni Unite affermeranno – anche sulla base di una lettura sistematica e combinata del codice civile e della L. Antitust - il concorso tra la tutela risarcitoria e l'azione di nullità in capo al consumatore. Essa, pertanto, sarà ritenuta proponibile non soltanto nei confronti dell'intesa, ma anche nei confronti dei contratti c.d. a valle

Solo in tal modo – secondo l’opinione di chi scrive - potrà essere assicurata al fideiussore una tutela concreta e attuale, non già “fallace”.

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

AGRESTI G., La disciplina della nullità, in Ferro, Luzzi, Castaldi (a cura di), La nuova legge bancaria, vol. III, Milano, 1996

ID., Trasparenza delle condizioni contrattuali, in La nuova legge bancaria, il T. U. delle leggi sulla intermediazione bancaria e creditizia e le disposizioni di attuazione, Commentario a cura di Ferro, Luzzi e Castaldi, vol. III, Milano, 1996

ALBANESE A., Contratto Mercato Responsabilità, Giuffrè editore, 2008

ID., Violazione di norme imperative e nullità del contratto, Napoli, 2003

ALESSI R., Nullità di protezione e poteri del giudice tra Corte di giustizia e Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in internet

ID., Clausole vessatorie, nullità di protezione e poteri del giudice: alcuni punti fermi dopo le sentenze Jőrös e Asbeek brusse, www.juscivile.it, 2013, 7

ALPA G., Il codice del consumo, in Contratti, 2005

ID., L’incidenza della nuova disciplina delle clausole vessatorie nei contratti dei consumatori sul diritto comune, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1997

ID., Le clausole abusive nei contratti dei consumatori, in Corr. Giur., 1993

ID., I contratti dei consumatori. Diritto comunitario e novellazione del codice civile, in Vita not. 1996

ID., Attuazione della direttiva sui servizi finanziari a distanza, in Economia dir. terz.,

2006

APPIANO E.M., BELLA R., CAVALIERE C., La tutela degli acquirenti di immobili. Dal preliminare alla stipula dell’atto, 2006

ID., Acquisti di immobili da costruire: nuova tutela, in Il Fallimento ed altre procedure concorsuali, 2005, X

APRILE F., Il fallimento immobiliare. Profili concorsuali del d.lgs. 20.6.2005 n. 122 sulla tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, Incontro di studio sul tema: Le riforme nel diritto concorsuale del 2005 e le nuove attività del giudice, Roma, 24-25 ottobre 2005

ARENIELLO A., Ordine pubblico e funzione notarile, in Spontaneità del mercato e regole giuridiche, Atti del XXXIX Congresso nazionale del notariato, Milano, 2002

ATELLI M., Commento all’art. 23, in Il testo unico della intermediazione finanziaria, Commentario al d. legisl. 24 febbraio 1998, n. 58, a cura di Rabitti, Bedogni, Milano, 1998

AVAGLIANO M., Il diritto al frazionamento del promissario acquirente di immobile da costruire, in Riv. not., 2005, VI

BARALE A., La vendita di immobili da costruire, in Summa 218, ottobre 2005

ID., La fideiussione obbligatoria, in Summa 222, febbraio 2006

BARALIS G., Considerazioni sparse sul decreto delegato conseguente alla L.210/2004; spunti in tema di: varietà dei contratti “garantiti”, prestazione di fideiussione “impropria”, riflessi sulla trascrizione, contenuto “necessario” del contratto, invalidità speciale e sue conseguenze, in Riv. not., 2005, IV

BASSANI M., L’offerta a distanza di strumenti e servizi finanziari alla luce della direttiva 2002/65/CE, in www.lucernaiuris.it, 2003

BASSO R., La trasparenza delle condizioni contrattuali, in Il governo delle banche in Italia: commento al Testo Unico bancario e alla normativa collegata a cura di Razzante e Lacaita, Torino, 2006

BELISARIO A., Nullità dei contratti di commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori, Università Degli Studi Roma Tre, su http://dspaceroma3.caspur.it/handle/2307/4501

BELLELLI A., Art. 1469 quinquies 1° e 3° comma, in Le clausole vessatorie nei contratti con i consumatori, a cura di Alpa e S. Patti, I, Milano, 1997

BELVEDERE A., Nullità nel codice civile e nella legislazione speciale, in AA. VV., Abusivismo edilizio ed invalidità negoziale, Milano, 1994

BENEDETTI G., Tutela del consumatore e autonomia contrattuale, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1998

BERTOLO G., Squilibrio normativo e buona fede nei contratti dei consumatori, in Giur. comm., 2003, II

BIANCA C.M., Diritto civile, III, Il contratto, Milano, 2000

BIANCHINI M., Art. 1469 quinquies ( Inefficacia ), in La nuova disciplina delle clausole vessatorie nel codice civile, a cura di Barenghi, Napoli, 1996

BIGLIAZZI GERI L., Commento sub art. 1469-bis, comma 1, in Bianca - Busnelli (a cura di), Comm. al capo XIV-bis del codice civile: dei contratti del consumatore, in Nuove leggi civ. comm., 1997

BILÒ G., Rilevabilità d’ufficio e potere di convalida nelle nullità di protezione del consumatore, in Rivista trimestrale di diritto e procedura civile, 2011, 2

BIN M., Clausole vessatorie: una svolta storica (ma si attuano così le direttive comunitarie?), in Contr. Impr. Eur., 1996, II

BIVONA E., Rilevabilità d’ufficio della nullità tra regole sul contratto e regole sul processo, in I contratti 8/9 del 2016

BONFIGLIO G., La rilevabilità d’ufficio della nullità di protezione, in Riv. dir. priv., 2004

BONTEMPI, P., Manuale di Diritto Bancario e Finanziario, Giuffrè, ed 2019

BRUNO, G., FAUCELIA, D., Schemi e concetti di diritto privato, Universitalia, 2016 

BUSNELLI F.D., Una possibile traccia per una analisi sistematica della disciplina delle clausole abusive, in Comm. al capo XIV bis del c.c.: dei contratti del consumatore, a cura di Bianca e Busnelli, Padova, 1999

CALVO R., Il Codice del consumo tra consolidazione di leggi e autonomia privata, in Contr. Impr. Eur., 2006

CALZOLAIO E., Il valore di precedente delle sentenze della Corte di giustizia, in Riv. crit. dir. priv., 2009

CAMARDI C., Contratti di consumo e contratti tra imprese. Riflessioni sull’autonomia contrattuale nei rapporti di scambio e nei rapporti «reticolari», in Riv. crit. dir. priv., 2005

CAMARDI C., Tecniche di controllo dell’autonomia contrattuale nella prospettiva del diritto europeo, in Eur. dir. priv., 2008

CAPOBIANCO E., La protezione del consumatore tra obiettivi di razionalizzazione normativa e costruzione del sistema nell’esperienza del codice del consumo, in Vita not., 2008

CAPRIGLIONE, F., Manuale di Diritto Bancario e Finanziario, CEDAM, ed 2019 CARBONE V., Risoluzione del contratto e rilevabilità d’ufficio della nullità, in Corriere Giuridico, 2012

CARIOTA FERRARA P., Il negozio giuridico nel diritto privato italiano, Napoli, s.d.

CARRABBA A.A., Tutela degli acquirenti di immobili da costruire e tutela dei consumatori: il divieto di cui all’art. 8 del D. Lgs. 20 giugno 2005, n.122, in Notariato 2006, IV

CARRESI F., Il contratto, Giuffrè Editore, 1987

CASARANO F., La garanzia fideiussoria, Atti del Convegno Paradigma, Milano, 14 aprile 2005

CHIARLONI S., Sulla rilevabilità in sede di gravame della nullità ex art. 101, 2° comma, c.p.c., in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2011, suppl. al n. 1

CHIRICO P., Art. 1469 quinquies, in Clausole vessatorie e contratto del consumatore, a cura di Cesaro, I, Padova, 2001

CIAN G., Il nuovo capo XIV-bis (titolo II, libro IV) del codice civile, sulla disciplina dei contratti dei consumatori, in Studium iuris, 1996

COCO F., La direttiva 2002/65 sulla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori: cosa cambia nella normativa italiana, in www.archivioceradi.luiss.it, 2003

CONSOLO C., Le Sezioni Unite sulla causalità del vizio nelle sentenze della terza via: a proposito della nullità, indubbia ma peculiare poiché sanabile allorché emerga l’assenza in concreto di scopo del contraddittorio eliso, in Corriere giur., 2010

ID., Nullità del contratto, suo rilievo totale o parziale e poteri del giudice, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2011, suppl. al n. 1

ID., Postilla di completamento. Il giudicato ed il rilievo officioso della nullità del contratto: quanto e come devono essere ampi?, in Il Corriere giuridico 2/2013

ID., Poteri processuali e contratto invalido, in Europa e dir. privato, 2010

COMOGLIO L.P., Terza via e processo giusto, in Riv. Dir. Proc. 2006, f.1

ID., Questioni rilevabili d’ufficio e contraddittorio, in Libro dell’anno del diritto - Enciclopedia giuridica Treccani, Roma, 2012

CONDO’ G., La fideiussione: articoli 2 e 3 del decreto, in La tutela degli acquirenti di immobili da costruire: prime considerazioni operative, Scuola Di Notariato Della Lombardia, Consiglio Notarile di Milano, su www.scuoladelnotariatodellalombardia.org

CONTI R., C’era una volta il giudicato, in Corr. Giur. 2010, 2

CORSINI F., Rilevabilità d’ufficio della nullità contrattuale, principio della domanda e poteri del giudice, in Riv. Dir.civ., 2004, II

COSTI R., L’ordinamento bancario, Bologna, 1994

COSTOLA J., Verso nuove forme di tutela degli acquirenti di immobili da costruire: la legge delega 2 agosto 2004 n. 210, ( prima parte), in Studium Juris, 2004

D’ADDA A., Giurisprudenza comunitaria e Massimo effetto utile per il consumatore: nullità (parziale) necessaria della clausola abusive e integrazione del contratto, in Contratti, 2013

ID., Nullità parziale e tecniche di adattamento del contratto, Padova 2008

ID., Nullità parziale ed integrazione del contratto con regole dispositive, in Le forme della nullità a cura di S. Pagliantini, Giappichelli editore Torino, 2009

ID., Il giudice nazionale può rideterminare il contenuto della clausola abusiva essenziale applicando una disposizione di diritto nazionale di natura suppletiva, in Diritto Civile Contemporaneo, Anno I, numero I, aprile/giugno 2014 su www.dirittocivilecontemporaneo.com

D’ALESSANDRO E., Sui rapporti tra la sentenza Mostaza Claro e gli artt. 817, comma 2, ed 829, n. 1, c. p. c., in Riv. arb., 2006

ID., Le Sezioni unite compongono il contrasto giurisprudenziale riguardante la rilevabilità ex officio della nullità del contratto nell’ambito del processo intentato per ottenerne la risoluzione. il punto di vista del processual-civilista, in Giurisprudenza Italiana, 4/2013

ID., La Corte di Giustizia sancisce il dovere, per il giudice nazionale, di rilevare d'ufficio l'invalidità della clausola compromissoria stipulata tra il professionista ed il consumatore rimasto contumace nel processo arbitrale, in “Rivista dell'arbitrato”, 2009, 4

D’ AMBROSIO R., in Commentario al Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, a cura di Capriglione, Padova, 2000, II

D’AMICO G., Nullità virtuale - nullità di protezione (variazioni sulla nullità), in Le forme della nullità, a cura di S.Pagliantini, Giappichelli Editore, Torino 2009

ID., Regole di validità e regole di comportamento nella formazione del contratto, in Riv. dir. civ., I, 2002

ID., Le regole di validità ed il principio di correttezza nella formazione del contratto, Napoli 1996

D’ARRIGO C.M., La tutela contrattuale degli acquirenti di immobili da costruire, in Riv. not., 2006, IV

DALFINO D., Questioni di diritto e giudicato, Torino, 2008

DE CRISTOFARO G., Le invalidità negoziali di protezione del diritto comunitario dei contratti, in Le forme della nullità, a cura di Stefano Pagliantini, Giappichelli editore, Torino, 2009

ID., Le disposizioni generali e finali del Codice del consumo: profili problematici, in Contr. Impr. Eur., 2006

ID., La nuova disciplina codicistica dei contratti per la fornitura dei beni mobili conclusi dai consumatori con professionisti (seconda parte), in Studium Iuris, 2002

ID., Il codice del consumo: un’occasione perduta?, in Studium iuris, 2005, 1137;

ID., La vendita di beni di consumo, in I Contratti dei consumatori, II, Torino, 2005

ID., Il codice del consumo, in Nuove Leggi civ. comm., 2006

DE GIOVANNI B., La nullità nella logica del diritto, Napoli 1964

DELLA NEGRA F., Il controllo d’ufficio sul significativo squilibrio nella giurisprudenza europea, in Persona e Mercato 1/2014, in internet

DELLI PRISCOLI L., Il giudicato implicito alla luce del nuovo orientamento delle Sezioni Unite in tema di nullità negoziali, in La nuova procedura civile, in internet

DE NOVA G. - LEO G. - LOCATA M. - RODA A., L’acquisto di immobili da costruire, Milano, 2005

DE PAOLI M. – NIVES IANNACCONE M., L’acquisto di un immobile da costruire, Allegato al n.2 di Federnotizie, Marzo 2009 - anno XXII

DI CIOMMO F., La rilevabilità d’ufficio delle nullità negoziali tra (artificiosi) limiti processuali ed incertezze giurisprudenziali, in Foro it., 2006, I

DI MAJO A. La nullità, in A. Di Majo, G.B. Ferri e M. Franzoni (a cura di) Il contratto in generale in Tratt. Dir. Priv., Bressone, XIII, 7, Torino, 2002

DI MARZIO F., Codice del consumo, nullità di protezione e contratti del consumatore, in Riv. dir. priv., 2005

ID., Teoria dell’abuso e contratti del consumatore, in Riv. dir. civ., 2007, I ID., Clausole vessatorie nel contratto tra professionista e consumatore – Prime riflessioni sulla previsione generale di vessatorietà, in Giust. civ., 1996, II

ID., Deroga abusiva al diritto dispositivo, nullità e sostituzione di clausole nei contratti del consumatore, in Contr. E Impresa 3/2006,

ID., La nullità del contratto, 2 ed., 2008, XXIII

ID., Forme della nullità nel nuovo diritto dei contratti. Appunti sulla legislazione, sulla dottrina e sulla giurisprudenza dell’ultimo decennio, in Giust. Civ., 2000, II

DOLMETTA A.A., Sui limiti di applicazione dell’art. 28 legge notarile. A proposito della violazione di norme imperative di protezione, in Contr. E Impresa 2004

ID., Trasparenza dei prodotti bancari. Regole, Bologna, 2013

DORIA, G., RUSSO E., LENER G., Istituzioni delle leggi civili, Wolters Kluver, 2018

DORIA, G., La prospettiva del giusto. Percorsi di realismo giuridico neo-classico, Franco Angeli editore, Milano, 2019

DRAETTA U., La protezione dei consumatori e i servizi finanziari forniti a distanza: la legge italiana di attuazione della direttiva comunitaria, in Diritto comm. int., 2005

FABBRINI G., L’eccezione di merito nello svolgimento del processo di cognizione, in Scritti giuridici, I, Milano, 1989

FABIANI E., Contraddittorio e questioni rilevabili d’ufficio, in Foro it. 2009, 9

FARINA M., La rilevabilità d’ufficio della nullità negoziale tra limiti sostanziali e processuali, in Rivista di diritto privato 4/2014

ID., Brevi osservazioni “a caldo” sull’atteso ma tutto sommato, solo parziale responso delle Sezioni Unite sui limiti delle rilevabilità ufficiosa della nullità del contratto (Cass.civ., Sez. Un., 4 settembre 2012, n. 14828, est. D’Ascola), in www.judicium.it, 2012

FAUSTI P.L., Il Codice del consumo. Il ruolo ambiguo della trattativa e l’importanza della trasparenza (con nuove considerazioni sul ruolo del notaio nei contratti di finanziamento bancario), in Notariato, 2007

FILANTI G., Inesistenza e nullità del negozio giuridico, Napoli, 1983

FRACASSA L., Le Sezioni Unite ampliano la rilevabilità d’ufficio delle nullità del contratto, in La nuova procedura civile, 2012, n. 6

FRANZONI M., Il contratto annullabile, in A. Di Majo, G.B. Ferri e M. Franzoni (a cura di) Il contratto in generale in Tratt. Dir. Priv., Bressone, XIII, 7, Torino 2002

FRATINI, M., Il Sistema del Diritto Civile, Accademia del Diritto, ed. 2019

FREDA A., Riflessioni sulle c.d. nullità di protezione e sul potere-dovere di rilevazione officiosa, in Ricerche giuridiche 2/2/2013, Università Ca’ Foscari Venezia, in internet

GALGANO F., I contratti di investimento e gli ordini dell'investitore all'intermediario, in Contratto e Impresa, 2005, 889 ss.

GALGANO F., La categoria del contratto alle soglie del terzo millennio, in Contr. e impr.,

2000, 924 ss.

GALGANO F., Simulazione, nullità, annullabilità, in Comm. cod. Civ., . Scialoja – Branca (diretto da), Bologna, 1998.

GALGANO F., Diritto civile e commerciale. Le obbligazioni e i contratti, II, 1990, 462.

GALGANO F., Voce Negozio giuridico (dottrine generali), in Enc. Dir., XXVII, Milano,

1977, 932 ss.

GALGANO F., Il negozio giuridico, in Tratt. dir. civ. comm., Cicu A. e Messineo F. (diretto da), Mengoni L. (continuato da), III, Milano, 1988.

GALLO P., Nullità e annullabilità in diritto comparato, in Dig. disc. priv. sez. civ., Torino, 1995, vol XII

GENTILI A., Nullità, annullabilità, inefficacia (nella prospettiva del diritto europeo), in Contratti, 2003

ID., Codice del consumo ed esprit de geometrie, in Contratti, 2006

ID., Le invalidità, in I contratti in generale, II, a cura di Gabrielli E.,Torino, 1998

ID., Le invalidità, in Tratt. Contratti, diretto da P. Rescigno, II, Torino 1999

ID., L’inefficacia delle clausole abusive, in Riv. dir. civ., 1997

GHESTIN J., Le contract, in Traitè de droit civil, Parigi, 1980

GIACOBBE G., Convalida, in Enc. dir., X, Milano, 1962

GIOIA G., Nullità di protezione tra esigenze del mercato e nuova cultura del contratto conformato, in Corr. giur. 1999, V

ID., Nuove nullità relative a tutela del contraente debole, in Contratto e impresa, 1999

GIORDANO A., Contraddittorio e questioni rilevabili d’ufficio. Riflessioni sulle pronunce a sorpresa alla luce del nuovo art. 101 comma 2, cod. proc. civ., in  www.teoriaestoriadeldirittoprivato.com, V, 2012

GIROLAMI M., Le nullità di protezione nel sistema delle invalidità negoziali. Per una teoria della moderna nullità relativa, Cedam, 2008

GRADI M., Il principio del contraddittorio e la nullità della sentenza della «terza via», in Riv. dir. proc., 2010

GRECO F., Profili del contratto del consumatore, Napoli, 2005

GUALANDI L., La tutela degli acquisti immobiliari e la nuova disciplina dei crediti speciali, in La riforma della legge fallimentare, Atti del convegno, Reggio Emilia, 7 ottobre 2005, Centro Studi di Diritto Fallimentare di Modena

GUARNERI A., Linguaggio legislativo nuovo e categorie ordinanti tradizionali, in Rivista di diritto privato Saggi e pareri 3/2009

GUARRACINO F., Inefficacia e nullità delle clausole vessatorie, in Contratto e impresa/Europa, 1997

GUIDA P.., Revocatorie fallimentari ed ordinarie, alienazioni immobiliari, cautele notarili, in Il nuovo diritto fallimentare e il ruolo del Notaio, I quaderni della Fondazione Italiana per il Notariato, 2008

IACONO M., Rilevabilità d’ufficio della nullità nel negozio giuridico e nei contratti a favore dei consumatori, in Riv. dir. comm., 2005, II

IRTI N., Concetto giuridico di “comportamento” e invalidità dell’atto, in Riv. trim. proc. civ., 2005, 1053 ss.

IRTI N., L’età della decodificazione, Milano, 1999.

IRTI N., Il negozio giuridico come categoria storiografica, in Letture bettiane sul negozio giuridico, Milano, 1991.

LAGHEZZA P., Rilevabilità d’ufficio delle nullità del contratto: la svolta delle sezioni unite, in Danno e responsabilità, 3/2013

LA PORTA U., Limiti all’autonomia nei contratti di scambio, in Spontaneità del mercato e regole giuridiche, Atti del XXXIX Congresso nazionale del notariato, Milano, 2002

LA SPINA A., La nullità relativa degli accordi in materia di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in Rass. dir. civ., 2003

LENER G., Quale sorte per la caparra confirmatoria manifestamente eccessiva?, in Foro It., 2014, I, 2035 ss.

LENER R., La nuova disciplina delle clausole vessatorie nei contratti con i consumatori, in Foro It, 1996, V, 156.

LENER R., I valori mobiliari, in Tratt. dir. priv., Rescigno U. (diretto da), Torino, 1985, vol. 16, 708 ss

LENZI R., La tutela degli acquirenti di immobili da costruire, in Il diritto vivente nell’età dell’incertezza. Saggi sull’art. 28 ed il procedimento disciplinare riformato, a cura di S. Pagliantini, Giappichelli Editore, Torino 2012

LIPARI N., Il ruolo del notaio nella nuova realtà delle nullità contrattuali, in Spontaneità del mercato e regole giuridiche. Il ruolo del notaio, Atti del XXXIX Congresso nazionale del notariato, Milano 2002

LONGU T., Il divieto di abuso di dipendenza economica nei rapporti tra le imprese, in Riv. dir. civ., 2000, II

LUMINOSO A., Sulla predeterminazione legale del contenuto dei contratti di acquisto di immobili da costruire, in Riv. dir. civ., 2005, II

LUZI A., La nullità di protezione nei rapporti di consumo, in internet

MACARIO F., Il contenuto della garanzia fideiussoria ex D.Lgs. 122/2005 e le conseguenze della sua incompletezza ed erroneità, in Tutela dell’acquirente degli immobili da costruire: applicazione del D.Lgs. 122/2005 e prospettive, I quaderni della Fondazione Italiana del Notariato, 2006

ID., Norme in attuazione di direttive comunitarie, in Nuove leggi civ. comm., 1994

MALVAGNA U., Le Sezioni Unite e la nullità di protezione ex art. 127 TUB, in Rivista di Diritto bancario 2/2015

MANIGLIO G., Il diritto di prelazione ai sensi dell’art. 9 del d.lgs.122/2005, in Vita not., 2008, III, p. 1713 ss.

MANTOVANI M., Le nullità e il contratto nullo, in I rimedi, a cura di Gentili, vol. IV del Trattato del contratto diretto da Roppo, Milano 2006

MARTORANO F., Trasparenza e parità di trattamento nelle operazioni bancarie, in Banca, Borsa e tit. cred., 1991, I

MASSETANI G., Ingiustificate limitazioni alla rilevabilità d’ufficio della nullità del contratto, in Foro it., 1989, I

MAZZAMUTO S., L’inefficacia delle clausole abusive, in Europa e Diritto privato, 1998

MENGONI L., Problemi di integrazione della disciplina dei “contratti dei consumatori” nel sistema del codice civile, in Studi P. Rescigno, III.2, Milano, 1998.

MENGONI L., Autonomia privata e Costituzione, in Banca, borsa, tit. cred., 1997, I, 1 ss. MENGONI L., Spunti per una teoria delle clausole generali, in AA.VV., Il principio di buona fede, Milano, 1987, 10.

MENGONI L., Sulla natura della responsabilità precontrattuale, in Riv. dir. comm., 1956, 365.

MENGONI L., Profili di una revisione della teoria sulla garanzia per i vizi nella vendita, in Studi in onore di De Gregorio, II, Città di Castello, 1955, 149.

MENGONI L., In tema di prescrizione della responsabilità del venditore per danni derivati dai vizi della cosa, in Riv. dir. comm., 1953, II, 300.

MENGONI L., “Metus cusam dans” e “metus incidens”, in Riv. dirr. Comm., 1952, I, 20 ss.

MENGONI L., Risolubilità della vendita di cosa altrui e acquisto a «non domino» in Riv.

dir. comm., 1949, I, 276

MESSINEO F., Il contratto in generale, in Tratt. Dir. civ. e comm., Cicu A. – Messineo F., Milano, 1968.

MESSINEO F., Voce Contratto (Diritto Privato), in Enc. Dir., IX, 1961, 847.

MESSINEO F., Dottrina generale del contratto, Milano, 1952.

MINERVINI E., Tutela del consumatore e clausole vessatorie, Napoli, 1999

ID., Dal decreto 481/92 al testo unico in materia bancaria e creditizia, in Giur. comm., 1993, I

ID., Dei contratti del consumatore in generale, Torino 2006

MIOLA M., Commento all’art. 24, in Testo unico della finanza, Commentario diretto da Campobasso, I, Intermediari e mercati, Torino 2002

MIRABELLI G., Delle obbligazioni e dei contratti in generale, sub. artt. 1321-1469, in Comm. cod. civ., IV, II, Torino, 1980, 272.

MIRABELLI G., Voce Negozio giuridico (teoria del), in Enc. Dir., XXVIII, Milano, 1978, 1 ss..

MIRABELLI G., Dei contratti in generale. Sub. Art. 1439 c.c., in Comm. cod. Civ., IV, Torino, 1967, 503 ss.

MONTICELLI S., Fondamento e funzione della rilevabilità d'ufficio della nullità negoziale, in Rivista di diritto civile, 1990, II

ID., Limiti sostanziali e processuali al potere del giudicante ex art. 1421 c.c. e le nullità contrattuali, in internet

ID., L’indisponibilità dei diritti del consumatore nel codice del consumo e la nullità dei patti, in Contratti, 2007

ID., Nullità, legittimazione relativa e rilevabilità d’ufficio, in Riv. dir. priv. 2002

ID., La rilevabilità d'ufficio condizionata della nullità di protezione: il nuovo atto della corte di giustizia (Corte di Giustizia delle Comunità Europee, sez. 4, 4 giugno 2009), in Contratti, 2009, 12

ID., La recuperabilità del contratto nullo, in Notariato 2009, 2

ID., Dall’inefficacia della clausola vessatoria alla nullità del contratto (note a margine dell’art. 1469 quinquies, commi 1°e 3°, c.c.), in Rass. dir. civ., 1997

ID., Contratto nullo e fattispecie giuridica, Padova 1995

ID., Considerazioni in tema di nullità parziale, regole di comportamento e responsabilità del notaio, Consiglio Nazionale del Notariato - Studio n. 106-2009/C Pubblicato in Studi e Materiali, 3/2009

MORELLO U., Clausole vessatorie, clausole abusive: le linee di fondo di una nuova disciplina, in Not., 1996

MORELLI M.R., Materiali per una riflessione sull’applicazione diretta delle norme costituzionali da parte dei giudici, in Gius. Civ., 1999, 3 ss.

MORELLI M.R., La buona fede come limite all’autonomia negoziale e fonte di integrazione del contratto nel quadro dei congegni di conformazione delle situazioni soggettive alle esigenze di tutela degli interessi sottostanti, in Giust. civ., 1994, I, 2168 ss.

MORERA U., Contratti bancari (disciplina generale), in Banca, borsa e tit. cred., 2008, I

MUSIO A. Violazione degli obblighi di informazione tra regole di validità e regole di correttezza, 2010, in internet

NARDI S., Nullità del contratto e potere-dovere del giudice, in Riv. dir. civ., 2012, II NUZZO M., I contratti del consumatore tra legislazione speciale e disciplina generale dei contratti, in Rass. dir. civ., 1998

ID., Art. 1469 quinquies, in Comm. al capo XIVbis del c.c.: dei contratti del consumatore, a cura di Bianca e Busnelli, Padova, 1999

ORESTANO A., L’inefficacia delle clausole vessatorie: contratti del consumatore e condizioni generali, in Riv. crit. dir. priv., 1996

ID., I contratti con i consumatori e le clausole abusive nella direttiva comunitaria: prime note, in Riv. crit. dir. priv., 1992

ID., Rilevabilità di ufficio della vessatorietà delle clausole, in Europa e diritto privato, 2000, 4

PACE T., La rilevabilità d’ufficio della nullità contrattuale. Nota a Cassazione civile, sezione seconda, ordinanza n. 16630 del 3 luglio 2013, in La Nuova Procedura Civile, 1, 2014

PAGLIANTINI S., La rilevabilità officiosa della nullità secondo il canone delle Sezioni Unite “Eppur si muove”?, in I contratti, 11/2012

ID., Autonomia privata e divieto di convalida del contratto nullo, Torino, 2007

ID., Rilevabilità officiosa e risolubilità degli effetti: la doppia motivazione della Cassazione ... a mò di bussola per rivedere Itaca, in I contratti 2/2015

ID., Il valore dell’eccezione: glosse a margine dell’art. 1423 c.c., in Pagliantini, Quadri e Sinesio, Scritti in onore di Marco Comporti, Giuffrè editore, 2008

ID., Spigolando a margine di Cass. 26242 e 26243/2014: le nullità tra sanzione e protezione nel prisma delle prime precomprensioni interpretative, Persona e mercato 4/2014

ID., Sulle nullità. Itinerario di uno studio, Edizioni Scientifiche Italiane, 2020

ID., La vaghezza del principio di “non vincolativita” delle clausole vessatorie secondo la Corte di giustizia: ultimo atto?, in Persona e Mercato 3/2010

ID., L’integrazione del contratto tra Corte di Giustizia e nuova disciplina sui ritardi di pagamento: il segmentarsi dei rimedi, in Persona e Mercato 1/ 2013

ID., A proposito dell’ordinanza interlocutoria 21083/2012 e dintorni: rilievo d’ufficio della nullità all’ultimo atto?, in Corr. giur. 2013

ID., Nullità formali bancarie e restituzioni (a margine di una recente decisione dell’A.b.f.), in NGCC 2013, parte seconda

ID., Il restatement della Corte di Giustizia sull’integrazione del contratto del consumatore nel prisma armonizzato delle fonti, in NGCC 2015 parte prima

ID., Struttura e funzione dell'azione di nullità contrattuale, in Rivista di diritto civile, 2011, 6

PAGNI I., La riforma del processo civile: la dialettica tra il giudice e le parti ( e i loro difensori) nel nuovo processo di primo grado, in Corr. Giur. 2009

ID., Il sistema delle impugnative negoziali dopo le Sezioni Unite, in Giur. it., 2015

PANZARINI G., Sulle nullità del contratto bancario, in Contratto e Impresa, 1995

PARDOLESI R., Clausole abusive, pardon vessatorie: verso l’attuazione di una direttiva abusata, in Riv. crit. dir. priv., 1995

ID., Clausole abusive (nei contratti dei consumatori): una direttiva abusata?, in Foro it., 1995, V

PASSAGNOLI G., Nullità speciali, Milano 1995

  1. Responsabilità notarile, nullità relativa e clausole vessatorie, in Riv. dir. priv., 2001

ID., Art. 1469 quinquies, commi 1°, 3° e 5° , in Materiali e commenti sul nuovo diritto dei contratti, a cura di Vettori, Padova, 1999

ID., Note critiche in tema di sanabilità e rinunziabilità delle nullità di protezione, in Persona e mercato, 2012

ID., Commento sub artt. 36-38, in Codice del Consumo, Commentario, a cura di G. Vettori, Cedam, 2007

PASSARELLA A. Rilevabilità d’ufficio della nullità del contratto, in I Contratti 1/2013

PATTI F.P., La determinazione convenzionale del danno. Clausole tipizzate e prassi del mercato. Autonomia privata e intervento del giudice, Napoli, 2015.

PATTI F.P., Il controllo giudiziale della caparra confirmatoria, in Foro It., 2014, I, 382 ss. e in Riv. dir. civ., 2014, 685 ss.

PATTI G. – PATTI S., Responsabilità precontrattuale e contratti standard. Artt. 1337-1342 c.c., in Comm. cod. civ., Schlesinger P. (diretto da), 1993, Milano, 83.

PATTI S., Diritto privato e codificazioni europee, Milano, 2007

PECCENINI F., Sub art. 1421 c.c. in Simulazione. Nullità. Annullabilità del contratto in Commentario del Codice Civile, Scialoja-Branca, a cura di Galgano, 1998

PERLINGIERI G., Atti dispositivi “nulli” e acquisto dell’eredità. Contributo allo studio della gestione conservativa, Napoli, 2002

ID., La convalida delle nullità di protezione e la sanatoria dei negozi giuridici, Edizioni Scientifiche Italiane, 2010

ID., Funzione notarile e clausole vessatorie, A margine dell’art. 28 l.16 febbraio 1913, n.89, in Rass.dir.civ., 2006, III

ID., Regole e comportamenti nella formazione del contratto. Una rilettura dell’art. 1337 del codice civile, Napoli, 2003

PERLINGIERI P., Forma dei negozi e formalismo degli interpreti, Edizioni Scientifiche Italiane, 1990

PETRELLI G., Gli acquisti di immobili da costruire. Le garanzie, il preliminare e gli altri contratti, le tutele per l’acquirente (D. Lgs. 20 giugno 2005, n. 122), Milano, 2005

ID., La nuova disciplina a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, Relazione al Convegno Paradigma, Milano, 15 aprile 2005

PETRUSO R., Le clausole abusive nei contratti con il consumatore nella giurisprudenza della Corte Europea di giustizia, in Scritti di comparazione e Storia giuridica, II, a cura di Cerami e Serio, Giappichelli Editore, Torino, 2013

PIAZZESE D., Nota a Cassazione civile, Sezioni unite, n.14828 del 2012, su www.ildirittoamministrativo.it

PILIA C., Circolazione giuridica e nullità, Giuffrè, 2002

PISCHETOLA A., La tutela degli acquirenti degli immobili da costruire e l’appalto, in Riv. not., 2006, I

POLI G.G., Il principio del contraddittorio e la decisione di «terza via», in La nuova giustizia del lavoro, a cura di Dalfino D., Bari, 2011

POLIDORI S., Nullità di protezione e interesse pubblico, in Rass. Dir. Civ. 2009

ID., Discipline della nullità e interessi protetti, Napoli, 2001

ID., Nullità relativa e potere di convalida, in Rass. dir. civ., 2003

PRISCO I., Le nullità di protezione. Indisponibilità dell’interesse e adeguatezza del rimedio, Edizioni Scientifiche Italiane, 2012

ID., Sui limiti alla rilevabilità d’ufficio della nullità: punti fermi e nodi da sciogliere dopo l’intervento delle Sezioni unite, in Rassegna di diritto civile, 2/2014

PROTO PISANI A., Appunti su questioni rilevabili d’ufficio e principio del contraddittorio, in Foro it., 2010, V

PUTTI P.M., Nullità (nella legislazione di derivazione comunitaria), in Digesto disc. priv., sez. civ., XVI, Torino 1999

ID., La nullità parziale – Diritto interno e comunitario, Napoli, 2002

ID., Le nullità contrattuali, in Lipari, N. - Rescigno, P., Diritto civile, II, Milano, 2009

ID., L’invalidità nei contratti del consumatore, in Trattato di diritto privato europeo, a cura di Lipari, IIII, Milano, 2003

ID., Art. 1519-octies, in Alpa, L’acquisto di beni di consumo, Milano, 2002

QUADRI R., Nullità e tutela del contraente debole, in Contratto e impresa, 2001

RABITTI M., Contratto illecito e norma penale. Contributo allo studio della nullità, Milano, 2000

RESCIGNO P., «Trasparenza» bancaria e diritto «comune» dei contratti, in Banca, Borsa e tit. cred., 1990, I

ID., Delegazione (dir. civ.), in Enc. dir., XI, Milano, 1962

RICCIO A., La clausola generale di buona fede è, dunque, un limite generale all’autonomia contrattuale, in Contr. e Imp., 1999, I, 21ss.

RICCIO A., Il contratto usurario nel diritto civile, in Contr. e impr., 1998, 182 ss.

RIZZO N., Il rilievo d'ufficio della nullità preso sul serio, in Nuova Giurisprudenza civile commentata, 2015, 4

RIZZUTI M., Il problema dei limiti alla rilevabilità ufficiosa delle nullità, in Giurisprudenza Italiana, 2/2013

RODOTÀ S., Il tempo delle clausole generali, in AA.VV., Il principio di buona fede, Milano, 1987, 609.

RODOTÀ S., Le fonti di integrazione del contratto, Milano, 1970.

RODOTÀ S., Appunti sul principio di buona fede, in Foro pad., 1964, I, c. 1283.

ROPPO V., Il contratto del duemila, Torino, 2002

ID, La tutela del risparmiatore tra nullità e risoluzione(a proposito di Ciro bond & tango bond), in

Danno e resp., 2005, p. 627

ID., La nuova disciplina delle clausole abusive nei contratti tra imprese e consumatori, in Riv. dir. civ., 1994, I

ID., Il contratto, Milano, 2001

RUBINO D., La fattispecie e gli effetti giuridici preliminari, Milano, 1939

RUBINO, La compravendita, in Tratt. Dir. civ. e comm., Cicu A. – Messineo F. (diretto da), Milano, 1962.

RUBINO D., Sulla estensione dell’interesse negativo, in Giur compl. Cass. civ., 1952, 403 ss

RUFFOLO U., Le clausole vessatorie, abusive, inique e la ricodificazione negli artt.1469 bis - 1469 sexies c.c., in Clausole vessatorie e abusive, a cura di Ruffolo, Milano, 1997

RUSSO D., Profili evolutivi della nullità contrattuale , Napoli, 2008

RUSSO F., Contributo allo studio dell’eccezione nel processo civile, Roma, 2014

ID., La rilevabilità d’ufficio delle nullità nel sistema delle eccezioni secondo le Sezioni Unite (note in margine a Cass. sez. un. 26242 e 26243 del 12 dicembre 2014), in Dir. civ. cont., 15 marzo 2015

SACCO R., Il consenso, in I contratti in generale, Gabrielli E., (a cura di), I, Torino, 2006, 423.

SACCO R., Il contratto, in Tratt. dir. civ., Torino, 1975.

SACCO R., Voce Nullità e annullabilità, Noviss. Dig. It., XI, Torino, 1965, 455 ss.

SACCO R., La buona fede nella teoria dei fatti giuridici, Torino, 1949.

SACCO R., La presupposizione e l’art. 1467 c.c., in Riv. dir. comm., 1948, II, 163.

SACCO R. – DE NOVA G., Il contratto, in Tratt. dir. civ., Sacco R. (diretto da), Torino, 1993.

SANTORO PASSARELLI G., Dottrine generali del diritto civile, Napoli 1997

SARTORE A., L’azione revocatoria nella nuova legge fallimentare. Riflessi sull’attività notarile, in Riv. not. 2008, II

SARTORI N., L’istituto della nullità relativa nel settore finanziario: dalla teoria alla pratica, in Rivista di diritto bancario, Ottobre 2002, su www.diritto bancario.it

SCALISI V., Nullità e inefficacia nel sistema europeo dei contratti, in Europa e dir.priv., 2001

ID., Contratto e regolamento nel piano d’azione delle nullità di protezione, in Riv. Dir. Civ. 2005, I

ID., Invalidità e inefficacia. Modalità assiologiche della negozialità, in Riv. dir. civ., 2003, I

ID., Il diritto europeo dei rimedi: invalidità e inefficacia, in Riv. Dir. Civ. 2007, I

SCHLESINGER P., Considerazioni del coordinatore, in Spontaneità del mercato e regole giuridiche. Considerazioni del coordinatore, Milano, 2003

ID., Commento all’art. 15 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, ne Le nuove leggi civili commentate, 1978

SCODITTI E., Regole di validità e principio di correttezza nei contratti del consumatore, in Riv. Dir. Civ., 2006, I

SCOGNAMIGLIO C., Il giudice e le nullità: punti fermi e problemi aperti nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, in La nuova giurisprudenza civile commentata, 1/2013

ID, Presupposizione e comune intenzione delle parti, in Riv. dir. comm.,

1985, II, 130.

ID, Interpretazione del contratto e interessi dei contraenti, Padova, 1992;

ID, Principi generali e disciplina speciale nella interpretazione dei contratti dei consumatori, in Riv. dir. comm., 1997, nonché in Studi in onore di Renato Scognamiglio

ID, L'interpretazione del contratto, in Il contratto, Trattato a cura di P. Rescigno, Torino, 1999;

L'integrazione del contratto, in Il contratto, Trattato a cura di P. Rescigno, Torino, 1999

ID, Buona fede e responsabilità civile, in Europa e diritto privato, 2/2001, 343 - 365;

ID, La "giustizia" degli scambi tra equilibri del mercato e regole giuridiche: prospettive di diritto italiano e di diritto privato europeo, in Scritti in onore di Giovanni Galloni, Roma, 2002

SCOGNAMIGLIO R., Dei contratti in generale, artt. 1321-1351, sub. artt. 1337 e 1338, IV,

in Comm. cod. civ., Scialoja-Branca (a cura di), Bologna-Roma, 1970, 184.

SCOGNAMIGLIO V., Regole di comportamento nell’intermediazione finanziaria: l’intervento delle S.U., in Dir. comm. e soc., 2004, 44 ss.

Cass., Sez. Un., 4 novembre 2019, n. 28314, con nota di C. Scognamiglio, Le Sezioni Unite e le nullità selettive: un nuovo spazio di operatività per la clausola generale di buona fede, cit., pp. 5-8

SCODITTI E., La violazione delle regole di comportamento dell’intermediario finanziario e le sezioni unite, Foro it., 2008, I, 785 ss.

SCODITTI E., Regole di comportamento e regole di validità nei contratti su strumenti finanziari: la questione alle Sezioni unite, in Foro it., 2007, I, 2093 ss

SICCHIERO G., Nullità per inadempimento?, in Contr. e impr., 2006

ID., La tutela degli acquirenti d’immobili da costruire, 2005

SPENA A., L’inquadramento delle nullità previste dall'art. 127 del TUB, nella categoria della nullità relativa. Ricostruzione della disciplina, in Innovazione e Diritto 2/2015

ID., Commento all’art. 127, in Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia a cura di Belli, Contento, Patroni Griffi, Porzio, Santoro, II, Bologna, 2003

SPOTO G., Rilievo d’ufficio della nullità, clausole abusive ed eterointegrazione del contratto nella giurisprudenza nazionale e della Corte di giustizia, in Europa e Diritto Privato, fasc.1, 2016

STAIANO G., Rilascio ed escussione della garanzia fideiussoria nell’operatività bancaria”, in “Tutela dell’acquirente degli immobili da costruire: applicazione del D.Lgs.122/2005 e prospettive, I quaderni della Fondazione Italiana per il Notariato, 2006

STOLFI G., Sulla colpa “in contrahendo” dell’Amministrazione pubblica, in Riv. Dir. com., 1975, II, 35 ss.

STOLFI G., Il principio di buona fede, in Riv. dir. comm., 1964.

STOLFI V., Teoria del negozio giuridico, Padova, 1947, 153.

STOLFI N., Diritto civile, I, 2, Il negozio giuridico e l’azione, Torino, 1931, 704.

TALAMANCA M., La bona fides nei giuristi romani: “leerformeln” e valori tutelati dall’ordinamento, in Il ruolo della buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea, Atti del Convegno internazionale di studi in onore di A. Burdese (Padova-Venezia-Treviso, 14, 15, 16 giugno 2001), Garofalo (a cura di), Padova, 2003, IV.

TOMMASINI R., Nullità (dir. priv.), in Enc. dir., XXVIII, Milano 1978

ID., Introduzione. L’azione di annullamento e i suoi presupposti, in Tommasini R. e La Rosa E., Dell’azione di annullamento. Artt. 1441-1446, in Comm. Schlesinger- Busnelli, Milano, 2009

TORRONI A., Il D.Lgs. 122/2005 letto con la lente del costruttore, in Riv.not. 2007, IV

TRABUCCHI A., Voce Violenza (vizio della volontà) (dir. vig.), in Noviss. Dig. It., XX,

Torino, 1975, 946.

TRABUCCHI A., Voce Dolo (diritto civile), in Noviss. Dig. It., Torino, 1960, 152.

TRABUCCHI A., Il dolo nella teoria dei vizi del volere, Padova, 1937.

TRIOLA R., Contratti in genere – Domanda di risoluzione – Rilievo di ufficio della nullità, in Vita notarile, 1/2013

TUCCI G., Verso la tipizzazione dei contratti bancari, in Contratti, 1995

UDA G.M., L’esecuzione del contratto secondo buona fede, in Nuova giur. civ. comm., II,

1992, 184 ss.

UDA G.M., Malgrado la buona fede, in Alpa G. - Patti S. (a cura di), Le clausole vessatorie nei contratti con i consumatori, I, Milano, 1997, 48.

VALENTINO D., Obblighi di informazione, contenuto e forma negoziale, Napoli, 1999

VALLE L., L’inefficacia delle clausole vessatorie e il codice del consumo, in Contr. e impresa 3/2006

ID., La nullità delle clausole vessatorie: le pronunce della Corte di giustizia dell ́Unione europea e il confronto con le altre nullità di protezione, in Contratto e impresa, n. 6/2011

VENOSTA F., Le nullità contrattuali nell'evoluzione del sistema, I, Milano 2004

ID., Nuovi profili della nullità in Id. Tre studi sul contratto, Milano 2008

VERDE G., Domanda (principio della), Diritto processuale civile, in Enc. giur. Treccani, XII, Roma, 1989

VERI’ G., La Cassazione torna sul rilievo d’ufficio della nullità, pregiudiziale logico- giuridica (non solo delle impugnazioni negoziali ma anche) del risarcimento del danno contrattuale, in Dir. civ. cont., Anno III, numero IV, ottobre/dicembre 2016, in internet

VIDIRI G., Sulla rilevabilità d’ufficio della nullità del contratto, nota a Cass. 2 aprile 1997, n. 2858, in Giust. Civ., 1997, I

ZACCARIA A. - DE CRISTOFARO D., La vendita dei beni di consumo: commento agli artt. 1519 bis - 1519 nonies del codice civile introdotti con il d.legisl. 2 febbraio 2002, n. 24 in attuazione della direttiva 1999/44/CE, Padova, 2002

ID., Commento all’art.134, in La vendita dei beni di consumo. Commentario a cura di Bianca, in Nuove Leggi civ. comm., 2006.

 

[1] L’Ordinanza in oggetto affronta una problematica già dibattuta in CASS. CIV., Sez. I, 12/12/2017, n. 29810 in Rivista di Diritto Bancario, con commento di P. CARRIERE, Lo spinoso tema della validità delle fideiussioni omnibus nel recente orientamento della Cassazione. Non può non farsi menzione della decisione del TRIB. TREVISO, Sez. II, 26/8/2019, n. 1852, CASS. CIV. SS. UU., 4/2/2005, n. 2207 e CASS. CIV., 26/9/2019, n. 24044 in Banca dati Pluris

 

[2] Cfr CASS. CIV., 26/9/ 2019, n. 24044, cit. In tal senso anche, APP. BRESCIA 29/1/2019, n. 161, in banca dati DeJure; TRIB. MANTOVA, 16/1/2019. Est. Bernardi, in http://www.ilcaso.it/; CASS. CIV. 26/9/2019, n. 24044, cit.; CASS. CIV, 11/6/2003, n. 9384, cit., 275 ss.; in tema CASS. CIV.,. 13/2/ 2009, n. 3640, in Foro it., 2010, I, 1901; CASS. CIV. 20/6/2011, n. 13486, in Foro it., 2011, I, 2674.

[3] Si vedano ex multis G. CALABRESE, Fideiussione omnibus “a valle”: illecito antitrust e nullità (parziale?), in Nuova giur. civ. comm., 2019, III, 522; F. RALL, Nullità fideiussioni redatte su schema abi. Cassazione Civile, Sentenza n 13846 del 22 Maggio 2019, in https://www.expartedebitoris.it/nullita-fideiussioni-redatte-su-schema-abicassazione-civile-sentenza-n-13846-del-22-maggio-2019/; V. PISAPIA, Fideiussione omnibus e normativa antitrust. Prime considerazioni su Cassazione, 22 maggio 2019, n. 13846, in http://www.dirittobancario.it.: A. SGANZERLA, La Cassazione ribadisce la nullità delle fideiussioni omnibus redatte su schema Abi, in www.diritto24.ilsole24ore.com

[4] A. GUCCIONE, Intese vietate e contratti individuali a valle: alcune considerazioni sulla invalidità derivata, in Giur. comm., 1999, II, 449. L’autore rileva che le clausole trasfuse nei contratti stipulati a valle “costituiscono una violazione del principio di libertà di concorrenza che, in linea di principio, si configura come una delle caratteristiche della libertà di iniziativa economica sancita dall’art. 41 Cost. In tal modo risulta violato il cosiddetto ordine pubblico economico e la clausola contrattuale è nulla per illiceità della causa ai sensi dell’art. 1343 cod. civ.”. Anche secondo L. DELLI PRISCOLI, La dichiarazione di nullità dell’intesa anticoncorrenziale da parte del giudice ordinario, in Giur. comm., 1999, II, 237, i downstream contracts sono “nulli, ex art. 1418, comma 2, c.c. per illiceità della causa perché conclusi in violazione della norma imperativa rappresentata dal comma 2 dell’art. 2 che vieta la fissazione concordata dei prezzi di vendita”. In tal senso già CASS. CIV., 1/2/1999, n. 827, in Danno resp., 2000, 1, 57 con nota di L. NIVARRA, “Interesse pubblico” e antitrust: qualche osservazione; in Giur. it., 1999, 1223 ss., con nota di B. LIBONATI, Intese orizzontali e aperture in tema di concorrenza e di mercato nella giurisprudenza della Cassazione; ivi, 2000, 939 ss., con nota di G. AFFERNI, Le intese restrittive della concorrenza anteriori alla legge antitrust: legge retroattiva o nullità speciale?

[5] In tal senso v. per tutti E. CAMILLERI, Contratti a valle rimedi civilistici e disciplina della concorrenza, Jovene, 2008. E. SCODITTI, Il consumatore e l’antitrust, in Foro it., 2003, I, 1128 che richiamando la sentenza CASS. CIV.  1/2/1999, n. 827 afferma che “la nozione di intesa eccede la pura dimensione negoziale, e si identifica con un dato comportamentale, «avente al centro l’effettività del contenuto anticoncorrenziale ovvero l’effettività di un atteggiamento comunque realizzato che tende a sostituire la competizione che la concorrenza comporta con una collaborazione pratica», in Foro it., 1999, I, 831, con osservazioni di L. LAMBO.  Nello stesso senso M. NEGRI, Il lento cammino della tutela civile antitrust: luci ed ombre di un atteso grand arret, in Corr. giur., 2005, III, 347. Recentemente, proprio in relazione alla vicenda della nullità del contratto a valle riproduttivo dello schema ABI, tenta una simile ricostruzione S. D’ORSI, Nullità dell’intesa e contratto “a valle” nel diritto antitrust, in Giur. Comm., III, 2019, 584/II il quale prendendo le mosse dalla circostanza che la Cassazione dichiara di condividere l’affermazione secondo cui l’art. 2, l. 10 ottobre 1990, n. 287, “allorché stabilisce la nullità delle «intese», non abbia inteso dar rilevanza esclusivamente all’eventuale negozio giuridico originario postosi all’origine della successiva sequenza comportamentale, ma a tutta la più complessiva situazione – anche successiva al negozio originario la quale – in quanto tale – realizzi un ostacolo al gioco della concorrenza”.

[6] Il provvedimento in esame è l’ultimo atto di una vicenda iniziata con: CASS. CIV. sez. I, 26/9/2019, n. 24044 in Rivista di Diritto Bancario; TRIB. MILANO, 23/01/2020, n. 610 in Rivista Giuricivile; TRIB. DI BRESCIA, 23/6/2020, n. 1176 in Rivista Diritto del Risparmio; CASS. CIV. sez. I, 12/12/2017, n. 29810 in Rivista Diritto del Risparmio; CASS. CIV., sez. I, civ., 22/5/2019, n. 13846 in Rivista il Quotidiano Giuridico; TRIB. SALERNO, 5/2/2020, n. 480 in Rivista il Quotidiano Giuridico; APP. BARI, 15/1/2020, n. 45 in Rivista di Diritto Bancario.

Si veda anche CASS. CIV, 4/3/1999, n.1811, in Riv. dir. ind., 2000, II, 421, con nota di G. TASSONI, Le norme bancarie uniformi nel diritto della concorrenza; CASS. CIV., 13/4/2000, n. 4801 in Foro it. Rep., 2000, voce “Contratto in genere”, n. 367, 867; CASS. CIV, 11/6/2003, n. 9384, in Giust. civ., 2004, I, 275 ss., ove si legge “dalla declaratoria di nullità di una intesa tra imprese per lesione della libera concorrenza, emessa dall’Autorità antitrust ai sensi dell’art. 2, l. n. 287/1990, non discende automaticamente la nullità di tutti i contratti posti in essere dalle imprese aderenti all’intesa, i quali mantengono la loro validità e possono dar luogo solo ad azione di risarcimento danni nei confronti delle imprese da parte dei clienti”; CASS. CIV,. 9/12/ 2002, n. 17475, in Riv. dir. comm., 2003, II, 325 ss. Nella giurisprudenza di merito, T.A.R. Lazio, 10/3/2003, n. 1790, in Foro amm. T.A.R., 2003, 906 ss.; TRIB. TORINO, 16/10/1997, in Banca borsa, 2001, II, p. 87

[7] Cfr. TRIB. ROMA, 24/02/ 1997, in Banca Borsa Titoli di Credito, 1999, II, 256, con nota di redazione di R. Pennisi; contra TRIB. ALBA, 12/01/1995, in Giur. it., 1996, II, 212 e ss., 225, con nota di G. ROSSI, Effetti della violazione di norme antitrust sui contratti tra imprese e clienti: si  afferma che la tipicità dei contratti bancari escluderebbe l’ipotesi di illiceità della causa

[8] Non può con citarsi come precedente CASS., CIV. Sez. Un.., 4/11/2019, n. 28314, con nota di C. SCOGNAMIGLIO, Le Sezioni Unite e le nullità selettive: un nuovo spazio di operatività per la clausola generale di buona fede, cit., pp. 5-8. Secondo l’Autore, la giurisprudenza, in tale sentenza, in tema di nullità della species selettiva, riduce la questione (della risolubilità e) della nullità selettiva a un giudizio di comparazione sugli investimenti complessivamente eseguiti: se i rendimenti degli investimenti non colpiti dall’azione di nullità superano il pregiudizio accertato per l’investitore, l’effetto paralizzante dell’eccezione è integrale; ove invece si determina un danno per l’investitore, anche all’esito della comparazione con gli altri investimenti non colpiti dalla nullità selettiva, l’effetto impeditivo opera nei limiti del vantaggio conseguito con detti investimenti

[9] Cfr. C. CASTRONOVO, Antitrust e abuso di responsabilità civile, in Danno e Resp., 2004, V, 469 ss., ID., Responsabilità civile, Milano, Giuffrè, 2018, 136 ss; G. GUIZZI, Struttura concorrenziale del mercato e tutela dei consumatori. Una relazione ancora da esplorare, in Foro it., 2004, I, 484; ID., Mercato concorrenziale e teoria del contratto, in Riv. dir. comm., 1999, I, 109 ss.; F. LONGOBUCCO, Violazione di norme antitrust e disciplina dei rimedi nella contrattazione “a valle”, Esi, 2009, 140 ss. A questa impostazione sembra aderire CASS. CIV.. 18 agosto 2011, n. 17351, in Giur. it., 2012, VII, 1548, con nota di T. FEBBRAJO, Contratti “a valle” dell’intesa antitrust e riconduzione ad equità del corrispettivo. V. MELI, Autonomia privata, sistema delle invalidità e disciplina delle intese concorrenziali, Giuffrè, 2001, 196 ss., per il quale il contratto “a valle” realizzerebbe l’abuso di un contraente sull’altro, da regolare secondo la disciplina stabilita dagli artt. 1425 ss. cod. civ.