ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 06 - Giugno 2019

  Studi



Note a margine e de iure condendo - prima parte: principi e strumenti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici con modalita’ sussidiaria e partecipata

di SALVATORE AURELIO BRUNO
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Note a margine e de iure condendo - prima parte: principi e strumenti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici  con modalita’ sussidiaria e partecipata

DI SALVATORE AURELIO BRUNO

 A recent bill concerning the delegations for Code of Cultural Heritage modification, that Parliament should give to the Italian Government, has been made public. Therefore, the public debate is resumed. It  will be focused mainly on the mission of the institutions (or of the communities, according to the “commons' theorists), owners of the cultural heritage assets, close between obligations of protection, on one hand, and of enhancement, on the other,

The Unesco management plan model as a place-based and participatory model, combined with the European policies of Community Led Local Development (put at the center of European strategies 2021-2027) and with the experimentation of instruments for horizontal subsidiarity, can be an opportunity for new scenarios for the enhancement of cultural heritage policy?

In order to try to answer, we sat on the shoulders of the giants[1] of the Italian public and administrative law, writing some footnotes[2] to their works.

From that advantageous position, illuminating the darkness with Promethean fire, we can summarize some of the main reflection stations found along the way: subsidiarity and participation in landscape enhancement in accordance with Unesco management plans; update of the Code on the essential levels of performance and definition of cultural promotion; application of horizontal subsidiarity in valorisation activities in general, etc.

 

In questo scritto ci si limiterà a suggerire, nel perimetro dei punti della succitata delega al Governo per il riassetto normativo, qualche considerazione sparsa ai funzionari pubblici nonché agli studiosi ed agli operatori.

Ripartiamo le proposte di modifica normativa dividendo le ipotesi per punti principali.

Il disegno di legge delega, all’art.2 comma 2, ci consente, in proposito, una ripartizione tematica.

Cominciamo, dunque, ad esaminare la possibilità di redigere qualche rettifica normativa in ordine ai temi generali. Il punto a) dell'art.2 del disegno di legge di iniziativa governativa per la delega al Governo per la riforma del Codice dei Beni Culturali e e del Paesaggio potrebbe consentire risposte puntuali al fine dell'aggiornamento e razionalizzazione di alcuni principi generale in senso sussidiario e partecipato, in particolare nel settore del paesaggio.

Partiamo dunque dalla  lettera “a) aggiornare gli strumenti di individuazione, conservazione, vigilanza e protezione dei beni culturali e paesaggistici e dei relativi contesti territoriali e rafforzarne l’efficacia, riesaminando e aggiornando le categorie dei beni sottoposti a tutela, e razionalizzando i relativi procedimenti amministrativi in modo da garantire il rispetto dei principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione ivi incluso il principio dell’eccezione del patrimonio culturale, e conseguentemente prevedere ogni misura, anche indiretta, utile a prevenire un pregiudizio irreparabile al patrimonio culturale e paesaggistico, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza”.