ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XIV - n. 06 - Giugno 2022

  Studi



Recensione a S. Battiston - A. Bertelli, Il monitoraggio delle opere pubbliche negli enti locali, Apollonio, 2021.

Di Antonio Alberto Azzena
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Recensione a S. Battiston - A. Bertelli,

Il monitoraggio delle opere pubbliche negli enti locali, Apollonio, 2021.

 

Di ANTONIO ALBERTO AZZENA

 

Samantha Battiston e Antonio Bertelli hanno pensato bene di unire le proprie esperienze sul campo, di Dirigente addetto alle procedure telematiche del Comune di Livorno l'uno e di Collaboratrice in progetti di riqualificazione di contratti pubblici all'Università di Milano Bicocca l'altra, per contribuire a lumeggiare l'evoluzione del monitoraggio dei contratti pubblici con uno studio, intitolato appunto, non proprio sinteticamente, “Il monitoraggio delle opere pubbliche negli enti locali: da obbligo a opportunità” con annesso sottotitolo nel medesimo stile “In che modo la tracciabilità dei dati dei contratti pubblici possa sviluppare efficienza ed economicità nella programmazione dello sviluppo del territorio (ed. F.Apollonio, 2021) che si avvale della loro capacità di esporre con chiarezza gli aspetti più incerti della materia acquisita o affinata, rispettivamente, in un dottorato di ricerca e come Senior research Consultant nel Centro di ricerca interuniversitario in Economia del territorio, oltre che, entrambi, come Autori di diverse pubblicazioni.

          Con la dichiarata intenzione di fornire “un quadro completo e dettagliato delle tipologie di monitoraggio”, atto a generare un enorme patrimonio di informazioni. E toccando sovente aree per lo più ignorate dalla ricerca più propriamente universitaria.

          La trattazione si iscrive nel filone dei tentativi di fornire strumenti per superare quel divario, rispetto ai risultati ottenuti in altri Paesi, la Spagna in primis perché Paese mediterraneo e quindi più affine al nostro anche nelle carenze, che ci ha impedito finora di sfruttare appieno le opportunità offerte dai fondi europei per lo sviluppo a causa di una manifesta e talvolta irritante incapacità dell'amministrazione locale di gestire proficuamente le relative procedure, comprese appunto quelle di monitoraggio.

          Da cui il paradosso che spesso gli enti destinatari dei fondi stanziati per il superamento di gravi arretratezze riscontrate nell'amministrazione deputata a gestirli restano inutilizzate proprio a causa di quelle carenze dell'Amministrazione che dovrebbero servire a colmare.

Una rassegna riepilogo dei principali aspetti trattati, nonché dell’ordine in cui lo sono, dovrebbe contribuire a dare un’idea dell’opera e del suo spessore a chi non l’abbia ancora letta (e, perché no, anche a chi, avendolo fatto, non condivida questa illustrazione).

          Si parte dall’ultimo intervento in materia, la istituzione, appunto della Banca dati unitaria, punto di approdo delle esperienze negative fatte proprio per i limiti dovuti alla eterogeneità e alla incomparabilità dei dati più o meno faticosamente acquisiti. Questo approccio facilita l’esposizione dell’iter di ogni opera pubblica, regolato a partire dai primi anni duemila dal Codice Unico di progetto improntato alla razionalizzazione dei vari passaggi il cui scollamento pregiudicava più del dovuto la realizzazione di opere ritenute necessarie. E porta a trattare subito dei profili oggettivo e soggettivo degli interventi nonché dei collegamenti esistenti fra gli stessi, per facilitarne il monitoraggio, ma anche ai fini di un coordinamento fra loro.

          Le considerazioni più interessanti sono valorizzate dal ricorso al dato normativo, facilitato dalla condensazione della normativa in un capitolo, che consente una visione d’assieme.

Segue la “doverosa” trattazione del monitoraggio nell’ambito creato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma la sua lettura non pare evidenziare una particolare incidenza sul modo di essere dell’istituto di cui si tratta.

          L’orizzonte si allarga quindi, imprescindibilmente, al ruolo che tale innovazione potrà svolgere quale contributo alla riforma dell’amministrazione, nel contesto di quest’ultima. Ma l’enormità dello sforzo richiesto da tale riforma, che non può non partire, a giudizio di chi scrive, dal reclutamento del personale, da al tutto un sapore utopistico. Basti pensare al radicamento delle assunzioni clientelari (o, ancor peggio, delle promozioni) in frode al principio costituzionale del concorso (termine peraltro assai vago) divenute ormai parte integrante di un sistema.

Analizzati i riflessi che il monitoraggio può avere, anzi, per meglio dire, non potrà non avere, essendo questa una delle poche certezze “del diman”, si torna per così dire sulla terra, offrendo  un esauriente quadro degli avvenimenti. Che, senza togliere nulla al resto, decreterà il successo dell’opera.

          Trascurando gli elementi forniti e gli aspetti elaborati all'interno dell'amministrazione, in particolare quelli consacrati nelle istruzioni degli organi preposti, per focalizzare l'attenzione del lettore su quelli su cui si manifesta con maggiore evidenza l'apporto degli Autori, è da condividere la esposizione delle manchevolezze e quindi delle disfunzioni derivate dalla eterogeneità della raccolta dei dati da parte delle diverse Banche dati, che ha portato alla istituzione della Banca Dati Unica delle Amministrazioni Pubbliche, giovando non poco alla accountability e alla trasparenza nei rapporti coi cittadini.

          Si aggiunga la taratura del meccanismo di governance elaborato dalla UE in modo da lasciare spazio alle peculiarità dei vari Paesi da parte del Regolamento 1303/2013; nonché la finalizzazione del monitoraggio ad assicurare il rispetto del principio di “non arrecare danno significativo agli obbiettivi ambientali; e non ultime le criticità del monitoraggio generate prevalentemente da carenza di dati e per contro le sue prospettive “a regime” in termini di efficienza energetica, sviluppo sostenibile, sicurezza e difesa del territorio, e così via.

          E per chiudere l'incidenza delle acquisizioni in materia sull'attuale Piano nazionale di Resilienza e Resistenza.

          Nel complesso un'opera che in genere raggiunge un buon equilibrio fra informazione sul contesto normativo e segnalazione delle manchevolezze riscontrabili nella loro ricaduta in sede applicativa.

          Un'ultima notazione. Anche l'appendice normativa esprime il modo di vedere il monitoraggio da parte degli Autori.