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Anno XIV - n. 06 - Giugno 2022

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Rimessa all'Adunanza Plenaria importante questione relativa al riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento acquisita in Paesi UE.

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Consiglio di Stato, Sez. VII, ord. del 19 giugno 2022, n. 4807.

È demandata all’Adunanza plenaria la seguente questione:

“Se, ai sensi della Direttiva 2005/36/CE, sul riconoscimento delle qualifiche professionali (recepita nell’ordinamento nazionale con decreto legislativo n. 206 del 2007) e in particolare ai fini dell’accesso in Italia alla professione regolamentata di insegnante nelle scuole primaria e secondaria, sia necessario riconoscere in modo sostanzialmente automatico in Italia un percorso di formazione seguito da un cittadino dell’U.E. (nel caso in esame, italiano) presso altro Paese membro dell’UE (nel caso in esame, in Romania), soltanto previa verifica della durata complessiva, del livello e della qualità della formazione ivi ricevuta (e fatta salva la possibilità per le autorità italiane di disporre a tal fine specifiche misure compensative)”.

“In particolare, se tale riconoscimento sia doveroso (o anche solo possibile) laddove:

- nel Paese membro di origine (i.e.: nel Paese in cui il percorso di formazione si è svolto: nel caso in esame, la Romania), il completamento di tale percorso formativo non assume di per sé carattere abilitante ai fini dell’accesso all’insegnamento, ma presuppone in via necessaria che l’interessato abbia altresì conseguito, nel Paese di origine (nel caso in esame, la Romania), sia studi di istruzione superiore o post-secondaria, sia studi universitari;

- all’esito di tale percorso di formazione, le autorità del Paese di origine (nel caso in esame, la Romania) non abbiano rilasciato un attestato di competenza o un titolo di formazione, ai sensi dell’articolo 13, § 1, della Direttiva 2005/36/CE”.