ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XIV - n. 10 - Ottobre 2022

  Ultimissime



Diritto del familiare di vittima innocente della criminalità organizzata alla corresponsione dell'indennità, accertata con giudicato, ove sia venuto meno il requisito soggettivo per la concessione del beneficio. Pronuncia del Consiglio di Stato.

   Consulta il PDF   PDF-1   

Consiglio di Stato, Sez. III, sent. del 6 maggio 2021, n. 3529.

Non sussiste un diritto all’esecuzione del giudicato, intervenuto sull’accertamento del diritto del familiare di vittima innocente della criminalità organizzata, alla corresponsione dell'indennità prevista dall'art. 4, l. n. 302 del 1990 e dell’assegno di cui all'art. 2, l. n. 407 del 1998, ove sia venuto meno del requisito soggettivo per la concessione del beneficio


Ha ricordato la Sezione che la violazione di giudicato presuppone il permanere immutata della situazione in fatto e diritto considerata nel giudicato, restando, viceversa, salva e impregiudicata la sopravvenienza di fatti e situazioni nuove verificatesi dopo la formazione del giudicato.
L'esecuzione del giudicato può, infatti, trovare limiti solo nelle sopravvenienze di fatto e diritto antecedenti alla notificazione della sentenza divenuta irrevocabile; sicché la sopravvenienza è strutturalmente irrilevante sulle situazioni giuridiche istantanee, mentre incide su quelle durevoli nel solo tratto dell'interesse che si svolge successivamente al giudicato, determinando non un conflitto ma una successione cronologica di regole che disciplinano la situazione giuridica medesima; anche per le situazioni istantanee, però, la retroattività dell'esecuzione del giudicato trova, peraltro, un limite intrinseco e ineliminabile (che è logico e pratico, ancor prima che giuridico), nel sopravvenuto mutamento della realtà - fattuale o giuridica - tale da non consentire l'integrale ripristino dello status quo ante...”.
​​​​​​​Nella specie, l’intervenuta revoca dei benefici, sulla base delle cambiate circostanze fattuali, determina un mutamento che impedisce l’accoglimento del ricorso per ottemperanza atteso che la sopravvenienza incide, in caso di situazioni giuridiche soggettive durevoli, anche sul tratto dell’interesse antecedente al giudicato