ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 11 - Novembre 2019

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Il Consiglio di Stato sull'assegnazione delle frequenze radiotelevisive e servizi di comunicazione a banda larga senza fili.

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Consiglio di Stato, Sez.III , sent. n. 6910 dell'11 ottobre 2019. 

Il consiglio di Stato con la pronuncia in rilievo ha affermato che la Legge di Bilancio 2018, all’articolo 1, commi 1026 e seguenti, in attuazione della decisione n. 2017/899 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, relativa all’uso della banda di frequenza 470 - 790 MHz nell’Unione, ha disciplinato e programmato il processo che nel quadriennio 2018 – 2022 porterà, da un lato, ad assegnare le frequenze nella banda 700 MHz (694 - 790 MHz) ai sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili, dall’altro, a conferire un nuovo assetto al sistema radiotelevisivo su piattaforma DTT (nazionale e locale) alla luce della dotazione di risorse spettrali rimaste a disposizione per il servizio broadcasting (da 174 a 230 MHz e da 470 a 694 MHz).

In particolare, l’articolo 1, comma 1031 ha disposto che - in linea con gli obiettivi della politica audiovisiva europea e nazionale di coesione sociale, pluralismo dei mezzi di comunicazione e diversità culturale e con la finalità della più efficiente gestione dello spettro consentita dall'impiego delle tecnologie più avanzate - i diritti d'uso delle frequenze di cui attualmente sono titolari gli operatori di rete nazionali fossero convertiti in diritti d'uso di capacità trasmissiva in multiplex nazionali di nuova realizzazione in tecnologia DVB-T2, secondo criteri definiti dall'Autorità ai fini dell'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze.

In data 30 dicembre 2018 è stata poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n.145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” (Legge di Bilancio 2019): in particolare, l’articolo 1, commi 1101 e ss., ha apportato incisivi cambiamenti al quadro normativo in materia di refarming della banda 700 MHz e di riassetto del sistema radiotelevisivo (Testo unico servizi di media audiovisivi e Legge di Bilancio 2018), con la conseguente necessità da parte delle Autorità competenti (AGCOM e MiSE) di dover rieditare i provvedimenti già adottati (in particolare, il PNAF 2018 ed il decreto del Ministro dello Sviluppo dell’8 agosto 2018, che individua la cd. roadmap) o aggiornare e modificare i procedimenti ancora in fase di definizione.

La legge 30 dicembre 2018 n. 145 (legge di Bilancio 2019) ha introdotto misure volte a superare le problematiche emerse con riferimento all’entità della capacità trasmissiva assegnata per l’emittenza locale e ha modificato la legge di Bilancio 2018, stabilendo nuovi termini per rinnovare la pianificazione e definire i nuovi criteri per l’assegnazione in ambito nazionale dei diritti d’uso delle frequenze pianificate agli operatori nazionali.

Con l’art. 1031-bis, in particolare, la legge di Bilancio 2019 ha previsto due fasi essenziali: la prima, destinata alla conversione dei diritti d'uso delle frequenze di cui attualmente sono titolari gli operatori di rete nazionali, in diritti d'uso della capacità trasmissiva di multiplex nazionali di nuova realizzazione in tecnologia DVB-T2; la seconda, nella quale assegnare agli operatori di rete l’“ulteriore” capacità trasmissiva, “aggiuntiva” rispetto a quella già oggetto di conversione, mediante una procedura ad evidenza pubblica a carattere oneroso. Tale capacità trasmissiva ulteriore deriva dai mutamenti contestualmente imposti all’emittenza locale.