ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XIII - n. 01 - Gennaio 2021

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La Suprema Corte si esprime sulla modifica del delitto di abuso d'ufficio intervenuta con l'art. 23 del D.l. n. 76 del 2020.

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Corte di Cassazione, Sez. VI, sent. dell'8 gennaio 2021, n. 442.

La Sesta Sezione ha affermato che la modifica del delitto di abuso d’ufficio, intervenuta con l’art. 23 del d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, che ha sostituito le parole «di norme di legge o di regolamento» con quelle «di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità», ha ristretto l'ambito di operatività dell’art. 323 cod. pen. determinando una parziale "abolitio criminis" in relazione alle condotte commesse prima dell'entrata in vigore della riforma mediante violazione di norme regolamentari o di norme di legge generali e astratte dalle quali non siano ricavabili regole di condotta specifiche ed espresse o che comunque lascino residuare margini di discrezionalità.