ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 11 - Novembre 2019

  Ultimissime



E’ legittima la revoca della concessione superficiaria per inerzia della società appaltatrice.

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T.A.R. Lazio, sentenza n. 7608 del 12 giugno 2019.

La società ricorrente aveva ottenuto, per la durata di 99 anni, l’affidamento in concessione superficiaria di un lotto di terreno per la realizzazione di un complesso industriale assumendo l’obbligo di iniziare i lavori di realizzazione dell’opera entro un anno dal rilascio della concessione edilizia e di ultimarli entro i tre anni successivi.

A seguito delle verifiche effettuate dall’amministrazione concedente, sebbene l’inizio dei lavori delle opere fosse stato comunicato per tempo, è stata accertata l’assenza di edificazioni nel lotto in questione e, per tale ragione, l’amministrazione avviava “legittimamente” il procedimento di revoca dell’assegnazione.

Il Collegio afferma che dalla disciplina normativa di riferimento discende (d.P.R. n. 380 del 2001) l’esclusione di qualsiasi sospensione del termine o automatica proroga in quanto non sussiste il c.d factum principis o causa maggiore ed inoltre non era stata presentata alcuna richiesta di proroga.

Per principio consolidato, - afferma il Collegio - l’effettivo inizio dei lavori deve essere valutato non in via generale ed astratta, ma con specifico e puntuale riferimento all’entità ed alle dimensioni dell’intervento edilizio così come programmato e autorizzato, e ciò al ben evidente scopo di evitare che il termine per l’avvio dell’edificazione possa essere eluso con ricorso a lavori fittizi e simbolici, e quindi non oggettivamente significativi di un effettivo intendimento del titolare della concessione stessa di procedere alla costruzione.

Nella fattispecie, i lavori da eseguire avrebbero dovuto sostanziarsi nella installazione di un capannone prefabbricato, realizzato integralmente presso gli stabilimenti della ditta costruttrice, sicché le risultanze della situazione di fatto accertata dall’amministrazione concedente annulla di significato ogni argomentazione addotta dalla ricorrente.

Il T.A.R. ha quindi riconosciuto la legittimità della determinazione addotta, ritenendo la violazione dei termini di avvio dei lavori già di per sé sufficiente a costituirne un valido fondamento della decadenza della concessione.