ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 05 - Maggio 2019

  Giurisprudenza Amministrativa



Il rito super-accelerato ex art. 120 comma 2-bis c.p.a. tra giurisprudenza europea e iniziative legislative nazionali

di FRANCESCO DEODATO
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NOTA A CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA – SEZIONE QUARTA

ORDINANZA 19 febbraio 2019 - CAUSA C‑54/18 

Di FRANCESCO DEODATO

 Il rito super-accelerato ex art. 120 comma 2-bis c.p.a. tra giurisprudenza europea e iniziative legislative nazionali.

Abstract

Il rito disciplinato dall’art. 120 comma 2-bis c.p.a. è stato introdotto con l’intento di accelerare i tempi di conclusione delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, ponendo un limite alla pratica di proposizione dei ricorsi principali e incidentali c.d. escludenti. L’accoglimento di tali ricorsi, con i quali si censurano vizi afferenti alla illegittimità dell’ammissione alla procedura dell’operatore economico controinteressato, può far regredire la procedura di selezione al momento iniziale, obbligando la stazione appaltante a rinnovare le operazioni di scelta del contraente. Questo dispendio di risorse, unito al ritardo nella definizione delle gare, aveva spinto il legislatore ad introdurre il rito super speciale (o super accelerato) con l’intento di cristallizzare nel più breve tempo possibile la platea dei concorrenti ammessi alla selezione, precludendo loro la possibilità di dolersi dell’altrui ammissione dopo la decorrenza dei termini decadenziali previsti. L’intento acceleratorio del legislatore ha, sin da subito, incontrato delle difficoltà applicative a causa della presenza di ulteriori esigenze legate, ad esempio, alla imprescindibile sussistenza di un interesse concreto ed attuale ai fini della presentazione di un ricorso. La Corte di Giustizia, tuttavia, ha espresso, nella ordinanza in commento, la piena compatibilità del rito super speciale con le esigenze sottese alla “direttiva ricorsi” e alle altre disposizioni derivanti dal diritto sovranazionale, affidando al giudice nazionale la verifica, caso per caso, in materia di concreto rispetto del principio di effettività della tutela giurisdizionale.

Tuttavia, nonostante la affermata compatibilità eurounitaria, il legislatore italiano è in procinto di procedere all’abrogazione del rito super accelerato, con l’intento di rendere più celere la definizione delle procedure di affidamento delle commesse pubbliche. Al fine di evitare un controproducente (e contraddittorio) ritorno alla prassi della proposizione dei ricorsi escludenti, proprio la giurisprudenza sovranazionale potrebbe suggerire una rimeditazione della disciplina del rito dedicato all’impugnazione dei provvedimenti di ammissione/mancata esclusione degli operatori concorrenti.