ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 05 - Maggio 2019

  Ultimissime



Il Consiglio di Stato rimette alla Corte di Giustizia UE due delicate decisioni di compatibilità con l’ordinamento nazionale in tema di costi amministrativi, sostenuti dall’Autorità per lo svolgimento delle competenze e spese poste a carico dei soggetti autorizzati ai sensi della direttiva 2002/20/CE

Cons. di Stato, Sez. VI, Ord. n. 3109 del 13.5.2019
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Il Consiglio di Stato, Sez. VI, con Ordinanza n. 3109 del 13 maggio 2019 ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione se l’art. 12 della direttiva 2002/20/CE, paragrafo 1, lett. a), osti ad una norma nazionale che pone a carico dei soggetti autorizzati ai sensi della direttiva stessa i costi amministrativi complessivamente sostenuti dalla Autorità nazionale di regolamentazione per l’organizzazione e lo svolgimento di tutte le funzioni, comprese quelle di regolazione, di vigilanza, di composizione delle controversie e sanzionatorie, attribuite all’Autorità nazionale di regolamentazione dal quadro europeo delle comunicazioni elettroniche (di cui alle direttive 2002/19/CE,2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE); ovvero se le attività indicate nell’art. 12, par. 1, lett. a), della direttiva 2002/20/CE si esauriscano nella attività di “regolazione ex ante” svolta dall’Autorità nazionale di regolamentazione

Ha rimesso alla Corte, altresì, la questione se l’art.12, paragrafo 2, della direttiva 2002/20/CE si possa interpretare nel senso che il rendiconto annuo dei costi amministrativi dell’Autorità nazionale di regolazione e dei diritti riscossi: a) possa essere pubblicato successivamente alla chiusura dell’esercizio finanziario annuale, secondo le leggi nazionali di contabilità pubblica, nel quale sono stati riscossi i diritti amministrativi; b) consenta all’ANR di apportare le “opportune rettifiche” anche con riferimento ad esercizi finanziari non immediatamente contigui.