ISSN 2039 - 6937  Registrata presso il Tribunale di Catania
Anno XI - n. 09 - Settembre 2019

  Studi



Corte di Cassazione, sezioni unite, ordinanza n. 32622 del 17 dicembre 2018, difetto di giurisdizione e violazione di norme dell’Unione europea o della Cedu. Giovanna Nalis

di Giovanna Nalis

La pronunzia in esame trae origine da una delibera consiliare del Comune di Firenze che ha modificato il “Regolamento sulla pubblicità e sull’applicazione del Canone degli Impianti Pubblicitari”, prevedendo l’eliminazione dei gonfaloni dal novero dei mezzi pubblicitari utilizzabili nel territorio comunale. Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar Toscana, escludendo in particolare la sussistenza, anche dopo la direttiva comunitaria 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi di mercato interno (c.d. Bolkestein, recepita in Italia con d. lgs. 26 marzo 2010, n. 59) di un diritto soggettivo pieno all’esercizio di attività economica privata e incondizionato quali che siano gli interessi in conflitto.

Sulla controversia è chiamata ad esprimersi la Suprema Corte a sezioni unite.

Si precisa innanzi tutto che il sistema ordinamentale italiano, che vieta un controllo delle sezioni unite della Cassazione sulle violazioni di diritto eurounitario quando investite dei ricorsi contro le  sentenze   degli  organi   di  vertice   delle  giurisdizioni speciali, risultando idoneo  a  fini  di  effettività della  tutela e correttamente ispirato ad esigenze  di  limitazione delle  impugnazioni pure  come  inteso  dalla  più  recente  giurisprudenza costituzionale, non è incompatibile con  il  diritto  dell’Unione europea,  in  base alla  chiara interpretazione di quello  costantemente resa della  Corte  di Giustizia: la  quale  consente   di  applicare, per  l’estensibilità  al  corrispondente diritto eurounitario in forza  dell’art. 52 co. 3 CDFUE, anche alla specie i principi del giusto processo già verificati dalla  Corte  europea  dei diritti dell’Uomo come  rispettati proprio  nella  specie; e che rimette ai singoli  Stati  l’individuazione di  strumenti processuali  per  l’effettività della tutela  anche dei diritti riconosciuti dall’Unione.

Si chiarisce inoltre che il sindacato della Corte di Cassazione, adita ex art. 111 Cost., è circoscritto all’osservanza dei meri limiti esterni alla giurisdizione, non estendendosi ad asserite violazioni di legge sostanziale o processuale relative al modo di esercizio della giurisdizione speciale. Infatti, anche con l’inserimento della garanzia del giusto processo nella nuova formulazione dell’art. 111 Cost., l’accertamento in ordine ad errores in procedendo o ad errores in iudicando, seppure de iure procedendi, rientra nell’ambito del sindacato afferente i limiti interni della giurisdizione, trattandosi di violazioni endoprocessuali rilevabili in ogni tipo di giudizio e non inerenti all’essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dai limiti esterni di essa, ma solo al modo in cui è stata esercitata.

Si statuisce che è comunque estraneo al controllo di giurisdizione delle sezioni unite il sindacato sulle sentenze dei vertici delle giurisdizioni speciali per violazione di norme dell’Unione o della Cedu, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 6 del 2018.